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26 Gennaio 2026 - 09:11
La rievocazione del miracolo delle rose
Bene Vagienna ha vissuto nel week-end appena trascorso uno dei momenti più intensi e partecipati dell’anno con la Fiera della Beata Paola, appuntamento identitario che, ancora una volta, ha saputo unire tradizione, fede, storia e comunità. Un’edizione molto riuscita, favorita anche da un meteo sorprendentemente benevolo dopo la neve della sera precedente, che ha richiamato nel paese numerosi visitatori e famiglie.

Il programma, sviluppatosi nel corso della settimana, ha accompagnato il pubblico verso il cuore della manifestazione con iniziative pensate per tutte le età: dallo spettacolo per bambini di domenica 18 gennaio, alla serata conviviale “Aspettando la Fiera” con musica e apericena, fino al teatro dialettale del sabato sera. Un percorso graduale che ha trovato il suo culmine nella giornata di domenica 25 gennaio, vera anima della Fiera.

Fin dal mattino il centro storico si è animato con la Fiera commerciale, agricola e artigianale, tra banchi di prodotti tipici, biologici e artigianali, accompagnati da musica popolare itinerante. Molto apprezzate anche le iniziative collaterali, come l’uscita naturalistica dedicata alla ricerca simulata del Tartufo Nero e lo spettacolo di falconeria, che hanno arricchito l’offerta culturale e turistica della giornata.
Ma è stato il pomeriggio a regalare le emozioni più forti, con la sfilata in abiti storici per le vie del centro e la rievocazione della vita della Beata Paola Gambara Costa, andata in scena nella suggestiva cornice del fossato del Castello dei Conti Costa. Un momento corale e molto sentito, capace di coinvolgere figuranti e pubblico in un autentico viaggio nel tempo.

Il corteo storico, preceduto dai musicie dagli sbandieratori del Borgo San Lorenzo di Alba, ha visto la partecipazione dei figuranti del Borgo Romanisio di Fossano e del gruppo “Bernardo di Baden” di Moncalieri, oltre a nobili, paggi, damigelle, borghigiani e poveri benesi. Un colpo d’occhio di grande impatto, che ha restituito tutta la solennità e la bellezza della rievocazione.
Al centro della rappresentazione, la figura di Paola Gambara Costa, interpretata da Lara Cavallero, affiancata da Enrico Perucca nel ruolo del marito, il conte Ludovico. Attraverso la voce narrante del figlio Gianfrancesco, unico figlio della Beata, il pubblico ha potuto scoprire il ritratto di una donna “dolcemente forte”, che ha fatto della carità, del perdono e della preghiera il cuore della propria esistenza, riuscendo con il suo esempio a trasformare anche il marito.
A interpretare Gianfrancesco nelle diverse età si sono alternati Federico Torta, Filippo Gallo, Francesco Longo e il piccolo Federico Bottero, mentre Elisabetta Burdisso ha vestito i panni dell’amante del conte e Alberto Toselli quelli di padre Angelo Carletti.
Una rievocazione intensa, scandita da scene fortemente simboliche: la maternità di Paola, l’incontro con il popolo sofferente, il perdono all’amante del marito, il miracolo del vino e, soprattutto, il commovente Miracolo delle Rose, momento culminante della rappresentazione. La trasformazione del cibo destinato ai poveri in rose profumate ha suscitato un lungo e sentito applauso, confermandosi ancora oggi come il gesto più emblematico della vita della Beata.

La giornata si è conclusa nella chiesa di San Francesco, in un clima di raccoglimento e partecipazione. La solista Michela Capriolo ha emozionato il pubblico con l’esecuzione di Dolce sentire, seguita dalla lettura, da parte di Paola, delle regole che si era data per essere una buona moglie una volta giunta a Bene da Verola Alghisi (oggi Verolanuova, Brescia). Infine, la recita corale della preghiera dedicata alla Beata ha suggellato una rievocazione vissuta non come semplice spettacolo, ma come autentico atto di memoria collettiva.
La Fiera della Beata Paola si conferma così un evento capace di rinnovarsi senza perdere la propria anima, raccontando, anno dopo anno, la storia e i valori di Bene Vagienna attraverso la figura senza tempo della sua “Signora”, esempio di carità e umanità che continua a parlare al presente.
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