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28 Gennaio 2026 - 17:44
immagine di repertorio, a carattere generico
Il mondo dell’apicoltura piemontese lancia un nuovo, forte segnale d’allarme. I dati del censimento nazionale degli alveari 2025, diffusi da Aspromiele (l'Associazione produttori miele Piemonte), fotografano un settore in difficoltà strutturale: aumentano i costi, calano i ricavi e continuano a diminuire le colonie di api, con conseguenze pesanti non solo per gli apicoltori, ma per l’intero ecosistema.

A livello nazionale risultano censiti 77.449 apicoltori, in lieve crescita rispetto al 2024. Il numero complessivo delle colonie, però, scende a 1.701.845, con una perdita di 8.717 alveari in un solo anno.
Il Piemonte resta la prima regione apistica d’Italia, ma i numeri preoccupano:
7.119 apicoltori (-52 rispetto al 2024)
215.564 colonie, in calo di 5.642 unità in un anno
La provincia di Cuneo rappresenta uno dei cuori dell’apicoltura piemontese: gli apicoltori censiti sono circa 1.700, un dato che evidenzia il peso strategico del territorio per la produzione e per la tutela della biodiversità. Proprio per questo, gli effetti rischiano di avere ricadute particolarmente pesanti anche in "Granda".
Secondo le analisi economiche del DISAFA – Università degli Studi di Torino, il comparto è messo in difficoltà dall’aumento dei costi di produzione, a fronte di ricavi che non garantiscono più la sostenibilità economica delle aziende. Una situazione che mette a rischio la continuità produttiva e occupazionale di molte realtà apistiche.
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Lo studio ribadisce però un dato fondamentale: il valore delle api va ben oltre la produzione di miele. Il servizio ecosistemico di impollinazione fornito dalle api è stimato in oltre 300 milioni di euro all’anno in Piemonte e oltre 2,5 miliardi di euro a livello nazionale. Un valore enorme, che supera di gran lunga quello delle sole produzioni apistiche dirette.
Le principali cause della crisi sono legate ai cambiamenti climatici, alle morie di api dovute a sostanze tossiche nell’ambienti, a parassiti e patogeni e anche alla concorrenza sleale nel mercato dei prodotti dell’alveare.
Tra il 2017 e il 2025, solo in Piemonte sono state perse 34.904 colonie di api, pari a oltre 50 milioni di euro di valore ecosistemico. Un dato che rappresenta non solo una perdita economica, ma un vero e proprio campanello d’allarme per l’ambiente, l’agricoltura e la sicurezza alimentare.
Secondo Aspromiele, servono «interventi urgenti e coordinati per tutelare il settore e preservare un patrimonio naturale fondamentale per il futuro del territorio».