ultime notizie
29 Gennaio 2026 - 12:17
Foto didascalica creata utilizzando il supporto dell'AI
C’è un’idea molto semplice dietro il nuovo bando regionale appena aperto: lo sport non vive solo di medaglie e grandi eventi, ma soprattutto di palestrine di paese, campi da gioco consumati dall’uso, spogliatoi da sistemare, tribune da mettere in sicurezza. È lì, nella quotidianità, che si costruisce davvero l’accesso allo sport. E da oggi la Regione Piemonte prova a dare una spinta concreta con il bando “Impiantistica”, che mette a disposizione oltre 5 milioni di euro – per l’esattezza 5.018.000 – destinati alla riqualificazione degli impianti sportivi su tutto il territorio, pubblici e privati.
A volerlo è l’assessore regionale allo Sport Paolo Bongioanni, che presenta la misura come un intervento “di sostanza”, pensato per sostenere anche le realtà più piccole: «Sono molto orgoglioso di questo bando – spiega – perché va a sostenere tante realtà, anche piccole e di fondamentale presidio in aree interne, nell’impegno di ammodernare la rete degli impianti sportivi già esistenti sul territorio piemontese».
La logica è chiara: non si finanziano nuove costruzioni, ma si interviene su ciò che già c’è, per farlo funzionare meglio e per riportare in vita anche strutture dismesse. Dentro ci stanno le palestre scolastiche e gli impianti utilizzati dalle associazioni, i campi sportivi di quartiere e le piscine che servono un bacino locale. E soprattutto ci stanno gli interventi che, spesso, fanno davvero la differenza per chi pratica sport: abbattimento delle barriere architettoniche, aggiornamenti tecnici, manutenzioni importanti, lavori di sicurezza, omologazioni per nuove discipline.
Bongioanni insiste proprio su questo punto: «Dalla palestra alla pista, dal campo sportivo alla piscina, tutti sappiamo quanto sia fondamentale offrire ai nostri atleti la possibilità di praticare la propria disciplina in una rete di strutture moderne, performanti, sicure e distribuite sul territorio». Perché, in fondo, l’infrastruttura è la base di tutto: senza spazi adeguati, lo sport si restringe, diventa meno accessibile e perde quella funzione educativa e sociale che lo rende un pezzo importante della vita collettiva. «Favorire l’accesso a una pratica sportiva diffusa e di qualità – aggiunge – è una strada fondamentale per trasmettere regole e valori alla base di una società migliore».
La “dote” complessiva del bando è divisa in due grandi canali: 3 milioni sono riservati a Enti Locali, CONI e CIP, mentre 2.017.850 euro vanno alle organizzazioni sportive e ad altri enti privati, anche senza personalità giuridica, compresi gli enti religiosi. In pratica: dentro ci stanno Comuni e gestori, associazioni e società sportive, realtà che ogni giorno tengono aperti impianti e fanno in modo che la gente possa allenarsi, giocare, crescere.
Il contributo concesso ai progetti ammessi è in conto capitale e copre il 60% della spesa (IVA inclusa), con un tetto massimo di 60 mila euro per intervento. Per partecipare bisogna presentare progetti con un impegno economico complessivo tra 10 mila e 150 mila euro. La graduatoria dei finanziati è attesa entro fine estate, mentre il bando resterà aperto fino al 29 aprile 2026.
La Regione specifica anche cosa si può – e non si può – mettere a contributo. Vengono privilegiati i lavori “strutturali”: sicurezza, accessibilità, adeguamenti tecnici per l’omologazione, manutenzione straordinaria, rifunzionalizzazione degli spazi per ospitare nuove discipline. Restano invece fuori le spese per beni di consumo o attrezzature facilmente deteriorabili (come palloni o simili), così come oneri accessori, parcheggi, piste ciclabili, impianti di risalita e oneri finanziari.
Questo bando, però, non è un episodio isolato. Bongioanni lo inserisce in un quadro più ampio che sta cercando di ridisegnare lo sport “di base” in Piemonte: dopo il bando da 2,2 milioni che sostiene 232 eventi sportivi nel 2025 e quello da 1,4 milioni per i percorsi ludico-sportivi nei piccoli Comuni, l’assessore annuncia un prossimo passaggio decisivo: «A breve lanceremo anche i due grandi bandi per l’efficientamento energetico degli impianti e l’impiego di energie rinnovabili». Un tassello che guarda al futuro, come il Programma regionale pluriennale 2026-28 in fase di scrittura e l’accordo quadro – annunciato come “primo in Italia” – con Sport e Salute insieme al ministro Abodi e al CONI, per far arrivare ulteriori risorse.
Versione web de L'"Unione Monregalese", settimanale cattolico di informazione, notizie ed opinioni di Mondovì. Iscr. n°8 Reg. Canc. Trib. di Mondovì del 05-04-1951.
Direttore Responsabile Corrado Avagnina.
Edito da CEM - Cooperativa Editrice Monregalese Piazza S. Maria Maggiore, 6 - 12084 Mondovì - Tel. 0174 552900 - P.Iva: 01654260049
Registro delle Imprese di Cuneo n. 01654260049
Albo Società Cooperative n. A118893
Capitale Sociale € 25.768,00 i.v.
L’Unione Monregalese percepisce i contributi pubblici all’editoria. Tramite la Fisc (Federazione Italiana Settimanali Cattolici), ha aderito allo IAP (Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria) accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale. Amministrazione trasparente: pubblicazione dei contributi pubblici, importo lordo contributo editoria anno 2022 euro 363.048,48 come da decreto della Presidenza Consiglio Ministri del 5.12.23
Oltre a quanto evidenziato in Nota Integrativa si evidenzia che gli aiuti di Stato e gli aiuti de minimis ricevuti dalla società sono contenuti nel Registro nazionale degli aiuti di stato di cui all'art. 52 della L. 234/2012 a cui si rinvia e consultabile a questo link