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Sicurezza nei locali, il sindaco di Limone: «Nessuna "tirata d'orecchie", si tratta di responsabilità»

La precisazione di Riberi che ribadisce l’ordinanza per il divieto di fiamme libere, dopo l’articolo de “L’Unione”

Sicurezza nei locali, il sindaco di Limone: «Nessuna "tirata d'orecchie", si tratta di responsabilità»

Nel riquadro il sindaco di Limone Piemonte Massimo Riberi

«Appare a dir poco singolare che venga segnalata una presunta “tirata di orecchie” nei confronti di un’ordinanza emessa dal Comune di Limone Piemonte con cui è stato rimarcato il divieto di utilizzo nei locali pubblici di fiamme libere, di candele pirotecniche, di fontane luminose e di qualsiasi tipologia di articoli pirotecnici».

Con riferimento all’articolo pubblicato in data 27 gennaio dal titolo “La sicurezza non è burocrazia: il prefetto interpella Comuni e organizzazioni”, il sindaco di Limone Massimo Riberi è intervenuto scrivendo alla redazione per alcune precisazioni.

«Nello scritto, giustamente, si sottolinea la necessità di “non fare sconti” sul tema della sicurezza, alla luce dei tragici fatti di Crans Montana, ribadendosi la necessità di una “piena consapevolezza dei rischi”, e si censurano i comportamenti di quanti “protestano” nei confronti delle misure volte a rafforzare la sicurezza, ma appare a dir poco singolare che venga segnalata questa presunta “tirata di orecchie”»

Riferendosi alle osservazioni del Prefetto, il giornalista scrive come «tale espresso divieto dovrebbe essere censurato, in quanto “già imposto dalla normativa attuale”». «In base – continua il sindaco Riberi – ad una simile considerazione, peraltro, poiché la normativa italiana in materia copre ogni ambito di attività e disciplina le varie possibili ipotesi di pericolo, si dovrebbe frettolosamente ed irresponsabilmente “liquidare” l’intera problematica afferente alla sicurezza, affermandosi che basta applicare la normativa vigente, e si potrebbe sostenere che tutte le riunioni e i dibattiti programmati al riguardo, da qualsivoglia Autorità statale, siano inutili, e che sia “tempo perso” quello speso per tutelare le vite umane, salvo poi piangere ipocritamente sulle vittime di queste tragedie. Ritengo invece, come sindaco interessato al benessere dei miei concittadini, che nulla debba essere trascurato in questo ambito, e vadano invece evitate inutili e sterili polemiche, del tutto improduttive.

Va sottolineato che il provvedimento emanato dall’Amministrazione comunale di Limone Piemonte non è frutto di un’iniziativa isolata, ma è stato adottato in stretta aderenza alle indicazioni del presidente di Uncem (Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani). Il presidente ha auspicato che i Comuni montani adottino modelli condivisi di ordinanze, volti a ribadire il divieto di utilizzo di fiamme libere e articoli pirotecnici, promuovendo così buone pratiche uniformi sul territorio e una cultura della sicurezza collettiva. Questa scelta riflette la volontà di agire in maniera coordinata, preventiva e responsabile, a tutela dei cittadini e dei numerosi turisti che frequentano le nostre località montane.

Se dovesse esserci una “tirata di orecchie” per il provvedimento, essa andrebbe logicamente estesa anche al presidente di Uncem, che ha indicato la stessa linea di attenzione e prevenzione. Tra l’altro, seguendo questa impostazione, una “tirata di orecchie” dovrebbe essere fatta anche alla nostra presidente del Consiglio, la quale, meritoriamente, notando che alcuni lavoratori che prestavano la loro attività nelle vicinanze di Palazzo Chigi risultavano sprovvisti delle adeguate protezioni di sicurezza, nel sottolineare questo fatto ha lucidamente ribadito la necessità di uno scrupoloso rispetto della normativa in materia di tutela del lavoro. Ed una “tirata di orecchie” dovrebbe essere estesa a tutte le Autorità che dispongono l’affissione, peraltro obbligatoria, dei cartelli volti a ribadire il divieto di fumare nei luoghi di lavoro e nei luoghi pubblici, essendo detto divieto sancito da una norma di legge. Ed un’altra “tirata di orecchie” (ed anzi un’accusa di spreco delle risorse) dovrebbe essere rivolta alle autorità preposte alla sicurezza delle strade statali e della rete autostradale, laddove la cartellonistica che ogni cittadino legge su dette strade, ad esempio con l’indicazione del limite di 130 chilometri orari sulla rete autostradale, va oltre il semplice richiamo alla legge, rappresentando un concreto supporto per chi guida, un promemoria utile a favorire comportamenti corretti e prevenire situazioni di rischio.

Se poi vogliamo spostare il discorso su un piano tecnico-giuridico, occorre avere ben presente che ogni circolare ed ordinanza (si pensi alle varie ordinanze prefettizie) non fa se non adeguarsi alla normativa statuale, avente rango di fonte primaria sovraordinata. Secondo l’erronea impostazione dell’articolo, si dovrebbe sostenere che le circolari, i regolamenti, le ordinanze sono inutili, in quanto essi, evidentemente, non possono sostituirsi alla legge ed intervengono in materie già costituenti oggetto di normazione primaria. In conclusione, ritengo doveroso ribadire che ogni iniziativa volta a rafforzare la cultura della sicurezza, anche quando si limita a richiamare o ribadire obblighi già previsti dall’ordinamento, rappresenta un atto di responsabilità istituzionale e di attenzione concreta alla tutela della vita delle persone.

Allo stesso tempo, ritengo estremamente rischioso che vengano sviluppate delle tesi “minimaliste” volte ad ironizzare sugli sforzi di quanti ritengono che ogni azione diretta alla sensibilizzazione verso questi temi non costituisca mai “tempo perso”. Banalizzare o schernire tali iniziative non contribuisce in alcun modo a prevenire i rischi, né a rafforzare la consapevolezza collettiva. I momenti di festa, di aggregazione e di intrattenimento fanno parte dell’identità e della vitalità della nostra località, sia per la comunità residente sia per i numerosi visitatori che scelgono Limone come destinazione. Tuttavia, la sicurezza delle persone rappresenta una priorità assoluta e non può mai essere messa in secondo piano. Come sindaco di un Comune montano a vocazione turistica, continuerò pertanto ad adottare, senza esitazioni, tutti i provvedimenti ritenuti utili a garantire la sicurezza dei cittadini e dei visitatori, nella convinzione che, su questi temi, la prudenza non sia mai eccessiva e che la prevenzione non possa essere considerata “burocrazia”».

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