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05 Febbraio 2026 - 09:51
La scuola continua a essere uno dei pilastri fondamentali del progetto amministrativo del Comune di San Michele Mondovì. In quest’ottica, l’Amministrazione comunale ha avviato in questi giorni un sondaggio tra le famiglie degli alunni della scuola primaria e della scuola secondaria di primo grado per valutare la possibile attivazione del servizio di doposcuola a partire dall’anno scolastico 2026/2027.
Si tratta, al momento, di una fase esplorativa, necessaria per comprendere l’effettivo interesse e il numero potenziale di famiglie coinvolte. Attraverso la scuola è stato distribuito un modulo che dovrà essere compilato e restituito entro il 9 febbraio, così da consentire all’Amministrazione di valutare la fattibilità del progetto.
Come spiega il sindaco Daniele Aimone, «la scuola è e deve restare al centro della vita del paese. Attivare un servizio di doposcuola significherebbe offrire un supporto concreto alle famiglie, rendere l’offerta scolastica ancora più completa e rafforzare l’attrattività del nostro plesso, sia per chi già lo frequenta sia per chi in futuro valuterà San Michele come luogo in cui far crescere i propri figli».
Il servizio, se attivato, sarebbe rivolto sia agli alunni della primaria sia a quelli della secondaria di primo grado e verrebbe svolto all’interno dell’edificio scolastico. Solo in una fase successiva, qualora il sondaggio restituisse numeri adeguati, si entrerà nel merito dell’organizzazione: orari, modalità di gestione, affidamento del servizio e costi. Come avviene già in molti comuni limitrofi, il doposcuola sarebbe infatti un servizio a pagamento, pensato però come investimento sulla qualità della vita e sull’educazione.
A seguire da vicino l’iniziativa è il consigliere Rosso, che rappresenta il punto di riferimento per le famiglie e per la scuola in questa fase di ascolto e raccolta delle adesioni. «È un passaggio importante - sottolineano dall’Amministrazione - perché nasce dall’ascolto dei bisogni reali delle famiglie e dalla volontà di costruire servizi utili, sostenibili e condivisi».
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