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Le domande da porsi per un territorio che vuole attrarre i turisti ma deve capire cosa offrire

Due incontri col progetto “PAYSAGE+” di Camera di Commercio: quali sono i punti di forza? E che progetti mettere in atto? I temi: mongolfiere e outdoor

Vogliamo attrarre i turisti: ma sappiamo cosa offrire?

Paesaggi e ambiente? Musei e cultura? Mongolfiere? Enogastronomia? Qual è l’identità del territorio monregalese? Quella su cui costruire la strategia turistica? Se lo chiedono operatori del turismo, albergatori, stakeholder, amministratori locali.

Su questo tema si sono svolti due interessanti e importanti incontri a Mondovì: il 26 gennaio e il 2 febbraio, entrambi parte del progetto europeo PAYSAGE+ Aimable, entrambi coordinati dalla Camera di commercio di Cuneo.

Il primo incontro era una sorta di workshop: che ha raccolto decine di operatori del settore e ha provato a “disegnare” le linee guida su cui sviluppare i progetti turistici, a partire da alcuni punti-cardine: il benessere, l’outdoor, l’offerta locale, eccetera.

Il secondo, invece, era una vera e propria tavola rotonda in cui gli esperti del settore hanno cercato di raccogliere le idee e indirizzarle. A cominciare dal concetto più importante: non ragionare partendo solo dall’offerta (“Cosa ci inventiamo per attrarre i turisti?”), ma dalla domanda: “Cosa vogliono, da noi, i visitatori?”.

«Oggi il turismo è entrato in una fase che possiamo definire “dell’economia di ricreazione” – ha spiegato la prof.ssa Laura Rolle, co-founder e direttore ricerca Blue Eggs –. Le persone cercano tempo libero, esperienze, divertimento. Il cambio di paradigma ha investito tutto il settore e lo possiamo considerare lo standard del decennio in corso. I turisti cercano benessere interiore. Vale per tutti: per le famiglie… ma anche per i giovani, che sono stanchi di vedere sui social una carrellata di video di luoghi “finti”, alterati dall’intelligenza artificiale. Cercano realtà. Non concentratevi sul prodotto da offrire: ma sul significato che volete trasmettere. Le persone devono avere una chiara immagine mentale di ciò che state vendendo. Se non ce l’avete voi stessi, sarete deboli».

E le lacune da colmare non mancano: per esempio, manca un coordinamento tra le esigenze di alcune tipologie di visitatori e l‘offerta locale in materia di orari, accessibilità, comunicazione.

E per trovare le line guida, si è passati a esaminare casi veri e propri. Dalla Fiera del Tartufo di Alba (che è passata da gestire un prodotto “di élite” a promuovere un intero territorio “per tutti”) ai due più recenti eventi svoltisi a Mondovì, ovvero il Festival di Cirko Vertigo e soprattutto il Raduno di mongolfiere dell’Epifania – ormai un “mega evento”, la cui portata è cresciuta esponenzialmente negli ultimi anni. E sono proprio le mongolfiere (al tavolo c’era anche il presidente dell’Aeroclub, Giorgio Bogliaccino) a tornare sempre più spesso nelle “parole chiave” abbinate al Monregalese.

Lo ha ricordato anche l’ATL, citando il numero di “Topolino” dedicato alle mongolfiere di Mondovì, ma lo si sta vedendo con la presenza sempre più numerosa delle mongolfiere in tutti gli eventi di Mondovì. C’è anche chi suggerisce di utilizzare la mongolfiera come icona: per l’outdoor, per l’enogastronomia, per l’offerta ricettiva.

Il sindaco, Luca Robaldo: «Il nostro Comune vuole insistere su questo tema. Nelle prossime settimane vedremo il nuovo Ente manifestazioni e turismo diventare operativo: non per sostituirci a chi organizza eventi, ma per affiancare e coordinare. Vogliamo fare la nostra parte nel percorso».

Ma prima di mettersi in strada, serve una direzione. Il mezzo con cui percorrerla, che sia una mountain bike o una mongolfiera, è la conseguenza.

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