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45 anni fa il capolavoro di Marco Bernardi sullo Scarason

Una muraglia strapiombante sul Marguareis e una roccia apparentemente inafferrabile che dagli anni Cinquanta ha cominciato ad affascinare

45 anni fa il capolavoro di Marco Bernardi sullo Scarason

L’impressionante parete dello Scarason (montagna.tv)

Una muraglia strapiombante sul versante settentrionale del massiccio del Marguareis. Una roccia apparentemente inafferrabile che dagli anni Cinquanta ha cominciato ad affascinare, ma anche a snervare, alpinisti e scalatori. C’è voluto all’incirca un decennio di tentativi, non a caso, prima che qualcuno riuscisse a vincere lo Scarason.

Era il 1967, infatti, quando Paolo Armando e Alessandro Gogna conquistarono per la prima volta l’intera parete dopo tre giorni di arrampicata. Un’impresa al sapore di eroismo che rimase isolata fino al 1978, quando Gianni Comino e Celso Rio compirono la prima ripetizione della via. Ancora una volta un piccolo capolavoro che celebrò definitivamente i due fuoriclasse, per poi lasciare spazio all’ultimo tassello della conquista.

Il 27 gennaio 1981, infatti, il ventitreenne rivolese Marco Bernardi attrezzò il primo tiro di corda, scese a bivaccare alla base e la mattina successiva ripartì per poi vincere, dopo un giorno e mezzo di fatiche, gli strapiombi di roccia marcia che avevano impegnato a fondo Armando e Gogna. 

E così anche la prima invernale e in solitaria dello Scarason fu compiuta. Un’autentica impresa, quella di Bernardi, per un atleta che ha lasciato il segno nella storia alpinistica nazionale, come sottolineato anche da Enrico Camanni e Gian Piero Motti nel loro “Storia dell’alpinismo”: «Il ruolo di Bernardi va oltre il valore delle sue realizzazioni, è un personaggio di cerniera tra il “vecchio” alpinismo e la “nuova” arrampicata atletica».

Appassionato di montagna fin da piccolo e guida alpina, Bernardi nella sua breve carriera alpinistica (nella vita ha poi lavorato come consulente informatico, ndr) ha comunque collezionato altre mitiche prime solitarie come la Sud della Barre des Écrins e la Est delle Grandes Jorasses, tracciata da Giusto Gervasutti e Giuseppe Gagliardone nel 1943. Un’apparizione fugace ma indimenticabile, dunque, impreziosita da quel magnifico gesto di quarantacinque anni fa sulla montagna ancora oggi nota come “il massimo concentrato di difficoltà nelle Alpi Liguri”.

Dalla rubrica Tramonti, pubblicata su "L'Unione Monregalese" ogni mercoledì

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