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Il Carnevale unisce le generazioni: festa e sorrisi tra bambini e anziani

Il Moro, la Bela e la corte in visita alla Casa di Riposo e alla scuola dell’infanzia. E i Magnin ricevono simbolicamente la chiave del paese tra tradizione e allegria

Il Carnevale unisce le generazioni: festa e sorrisi tra bambini e anziani

È stato un Carnevale capace di abbracciare tutte le età, quello vissuto a San Michele Mondovì, dove tradizione, sorrisi e spirito di comunità hanno unito bambini e anziani in due momenti particolarmente significativi.

Lunedì 16 febbraio il Moro, la Bela e la loro corte hanno fatto visita agli ospiti della Casa di Riposo “San Michele Arcangelo”, portando musica, colore e allegria tra le stanze della struttura. Un incontro semplice ma carico di emozione, capace di regalare sorrisi e un’atmosfera di festa anche ai più anziani.

Nei giorni precedenti, venerdì 13 febbraio, la stessa corte aveva già rallegrato i più piccoli con una visita alla scuola dell’infanzia, tra brindisi simbolici e tanta gioia. Due appuntamenti diversi ma uniti dallo stesso spirito: quello di un Carnevale che sa parlare a tutti.

«È sempre un momento di gioia e di festa per il paese - commenta il sindaco Daniele Aimone - e ringraziamo davvero la corte per la disponibilità e la vicinanza alla nostra comunità».

 

Ma il Carnevale sanmichelese non si ferma qui. Protagonisti, come da tradizione, anche i Magnin, maschera popolare e goliardica profondamente legata alla storia locale. «Ho consegnato simbolicamente a loro la chiave del paese - racconta con tono scherzoso il sindaco - ma solo per qualche minuto... sempre con un occhio di riguardo per i concittadini!».

Una chiave grande, dorata, «che non ha nulla da invidiare a quella di Mondovì», aggiunge sorridendo, mentre i Magnin per tutta la giornata hanno animato il paese, cantando e festeggiando di casa in casa, di cascina in cascina, fino al tradizionale pranzo conviviale al ristorante della Polisportiva.

 

Un gesto simbolico, tra ironia e tradizione, che vuole mantenere viva una consuetudine antica, parte dell’identità del territorio. «È una tradizione che vogliamo continuare a coltivare - conclude Aimone - perché il Carnevale è anche memoria, comunità e voglia di stare insieme».

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