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Padre Abbona, il missionario che unì Italia e Birmania

200 anni fa a Monchiero la nascita del sacerdote apprezzato dalla corte birmana che fece da diplomatico tra Oriente e Occidente

Padre Abbona, il missionario che unì Italia e Birmania

Padre Paolo Abbona

Tra l’Italia e il Myanmar (ex Birmania) ci sono circa 10mila km. Un viaggio lungo, anche nel nostro mondo globale, dove le distanze si vanno sempre più riducendo. Immaginiamo cosa volesse dire partire per la Birmania nella prima metà dell’Ottocento. Un viaggio che padre Paolo Abbona, figura appassionante e davvero inusuale di missionario, intraprese nel 1839. Nato a Monchiero nel 1806, uomo di umili origini, ma di grande intelligenza e umanità, sacerdote dal 1829, entrò nel 1831 nella congregazione degli oblati di Maria a Pinerolo. Nel 1839 partì per la missione di Ava e Pegù. Un tragitto durato più di un anno attraverso Malta, Alessandria d’Egitto, Suez, Aden e Bombay con una lunga sosta nello Yemen. Nel 1840 l’arrivo in Birmania dove, per trentatré anni fino al 1873, seppe subito distinguersi presso la corte.

Ben presto divenne apprezzato consigliere del sovrano, mediando tra inglesi e birmani, in delicate missioni diplomatiche, tanto da meritare nel 1856 a Calcutta l’ospitalità di Lord Canning (viceré delle Indie inglesi). Su consiglio di Lord Palmerston ricevette dal re Vittorio Emanuele II la nomina a cavaliere dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, a cui si aggiunse quella di Ufficiale. Fu insignito inoltre della decorazione di Ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia. Nel 1856 incontrò pure Cavour e Pio IX. Come esploratore e geografo aprì le comunicazioni con Cina e Tibet. In veste di plenipotenziario del re di Sardegna e dell’imperatore di Birmania preparò il trattato di amicizia e collaborazione, siglato nel 1871 fra i due Paesi. Nel campo agricolo, introdusse in Birmania la coltivazione dell'uva bianca con maglioli di viti piemontesi. Come missionario oblato fece costruire scuole, ospedali, conventi e chiese (anche la cattedrale di Mandalay); in costante dialogo tra Occidente e Oriente, rispettò sempre la cultura birmana. Morì a Boves il 13 febbraio 1874.

Una conferenza a Torino

Martedì 25 febbraio alle ore 18, il Museo d’Arte Orientale (MAO) di Torino ospiterà la conferenza di Anna Maria Abbona Coverlizza, dedicata proprio alla straordinaria figura di padre Paolo Abbona (a 200 anni dalla nascita) con la presentazione del volume “Consigliere e diplomatico alla corte birmana. La straordinaria vita di padre Paolo Abbona” (con prefazione di Gianni Oliva, Editrice Effatà 2025), l’autrice condurrà nel cuore della Birmania di metà Ottocento, raccontando il complesso rapporto tra Oriente e Occidente.

Lettere, testimonianze e immagini inedite restituiscono non solo la sua missione religiosa e diplomatica, ma anche il rispetto profondo per la cultura birmana, dall’astronomia alla medicina locale, e una sorprendente capacità di mediazione culturale che appare ancora oggi attuale.

A partire da questo libro, il dialogo si apre al presente: la figura di padre Abbona si intreccia con l’esperienza di MedAcross, attiva in Myanmar dal 2016 e oggi nel suo decimo anno di attività. Un filo che attraversa il tempo e ci invita a riflettere su continuità, responsabilità e sul modo in cui scegliamo di entrare in relazione con altri contesti culturali.

Anna Maria Abbona Coverlizza, giornalista, ha collaborato con giornali e riviste, nazionali e locali. Dal 2003 svolge attività di ricerca in ambito socio-economico. Autrice di saggi su cultura e turismo e sulla storia della Birmania. Attiva in associazioni di volontariato; socio fondatore e responsabile Rapporti con le Istituzioni Italiane di MedAcross Onlus, che dal 2016 porta aiuti umanitari e cure sanitarie in Myanmar ed ora anche in altri quattro Paesi, tra Asia e Africa.

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