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24 Febbraio 2026 - 06:35
Il consumo di antibiotici in Piemonte negli ultimi anni è calato, ma siamo ancora indietro rispetto al resto dell’Europa. Nel 2022-23, l’uso in ambito umano ha registrato una diminuzione del 10% per i fluorochinoloni e del 3% per l’amoxicillina con acido clavulanico. Decisamente migliori i risultati raggiunti in ambito medico-veterinario, con una riduzione dell’uso di antibiotici fino al 70 per cento e un sistema di supervisione che, insieme a quello adottato da altre regioni, ha fatto diventare l’Italia un modello a livello europeo.
Sempre nello stesso periodo, la prevalenza di pazienti con infezioni correlate all'assistenza (ICA) in ospedali per acuti, si attesta intorno all’8%: su 400 mila ricoveri in Piemonte, sono 32mila i pazienti che vanno incontro a infezioni, con differenze che variano in base alla tipologia di paziente e alle procedure più o meno invasive in atto. Un dato in linea con quello nazionale, mentre è leggermente migliore la situazione nelle Rsa, con l’1,4% rispetto al 2,6% di media nazionale e lo sviluppo di forme infettive meno pesanti, ma in un contesto più difficile da monitorare.
I dati sono stati forniti in Quarta commissione, presieduta da Luigi Icardi, da Bartolomeo Griglio, dirigente del settore regionale Prevenzione, sanità pubblica, veterinaria e sicurezza alimentare, Carla Zotti, professoressa di Igiene e medicina preventiva dell’Università degli studi di Torino, e Lorenza Ferrara, dirigente biologo dell’Asl di Asti, nel corso di un'informativa sull’organizzazione e le attività per la sorveglianza e il controllo delle infezione correlate all’assistenza e l’antibioticoresistenza.
“Un percorso iniziato nel 2018, con un approccio multidisciplinare e one health - hanno spiegato - che combina salute umana, animale e dell’ambiente, che punta sulla prevenzione e la sensibilizzazione per gestire e minimizzare il rischio delle infezioni ospedaliere, e sull’aumento dei controlli e del personale che si occupa delle misure d’igiene all’interno delle aziende sanitarie. Sulla diffusione dei geni di resistenza antimicrobica nell’ambiente, partirà invece a breve un programma di monitoraggio dei depuratori per individuare la presenza di virus”.
La Commissione è proseguita con l’audizione dell’Associazione di Promozione Sociale per la lotta contro le neoplasie toraciche (WALCE APS), che ha sede presso l’AOU San Luigi Gonzaga di Orbassano. Silvia Novello, presidente e docente di Oncologia Medica all’Università di Torino, e Stefania Vallone hanno illustrato le attività dell’associazione, che dal 2006 organizza iniziative di informazione e supporto per persone affette da tumore del polmone e per le loro famiglie e di sensibilizzazione per la popolazione.
Walce, come altre associazioni, ha un ruolo attivo di supporto per facilitare l’accesso dei volontari ai programmi di screening e a percorsi di cessazione tabagica. Da settembre sono stati circa 1400 i volontari arruolati, sono state eseguite 3300 tomografie computerizzate a basso dosaggio (LDCT) e 32 diagnosi oncologiche, più di 500 volontari sono stati indirizzati ad un percorso di cessazione tabagica.
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