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26 Febbraio 2026 - 09:24
Foto didascalica creata utilizzando il supporto dell'AI
La manifattura cuneese chiude il 2025 con un segno positivo e una parola chiave che torna nei numeri: resilienza. Nel IV trimestre 2025 la produzione industriale in provincia di Cuneo cresce del +0,9% rispetto allo stesso periodo del 2024. È un risultato incoraggiante, anche se più contenuto rispetto alla media piemontese, che nello stesso trimestre registra +3,5%.
Il dato del trimestre completa un anno dal passo irregolare, ma complessivamente in crescita: la variazione tendenziale media annua della produzione industriale provinciale si attesta al +1% (contro +1,4% nel 2024 e +1,9% nel 2023). Un andamento “a onde”: primo trimestre in calo (-0,7%), poi una ripartenza nel secondo (+0,8%), un’accelerazione più decisa nel terzo (+3%) e infine una chiusura più moderata nel quarto (+0,9%). A livello regionale, la media annua è +1,4%.
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I risultati arrivano dalla 217ª Indagine congiunturale sull’industria manifatturiera realizzata da Unioncamere Piemonte con gli Uffici studi delle Camere di commercio provinciali. La rilevazione, condotta nei primi mesi del 2026 sui dati ottobre-dicembre 2025, ha coinvolto 1.701 imprese piemontesi, di cui 265 cuneesi, per un totale di 10.942 addetti in provincia e circa 4,1 miliardi di euro di fatturato.
Nel finale d’anno, oltre alla produzione, arrivano segnali positivi anche dalla domanda: gli ordinativi interni salgono del +0,9% e quelli esteri del +2,2%. A spingere il quadro è soprattutto il fatturato totale, che cresce del +3,9%, nonostante la componente estera chiuda in lieve flessione (fatturato estero -1,5%).
Il grado di utilizzo degli impianti si mantiene stabile, attestandosi al 68,48%, confermando una situazione di operatività regolare, senza scossoni rispetto al trimestre precedente.
Guardando dentro i comparti, il 2025 si chiude con una dinamica a due velocità. Nel IV trimestre il settore che registra la contrazione più marcata è il tessile-abbigliamento, con un calo del -13,7% rispetto allo stesso periodo del 2024 (pur con un peso più limitato sul totale manifatturiero provinciale). Segue la metalmeccanica, in lieve flessione (-1,1%). A sostenere l’andamento complessivo, invece, è l’industria alimentare, che cresce del +3,8%, confermandosi traino fondamentale nella parte finale dell’anno.
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Anche la lettura per classe dimensionale evidenzia differenze nette: nel trimestre risultano in difficoltà le imprese di medie dimensioni (50-249 addetti), che segnano una variazione della produzione pari a -5,5% rispetto al IV trimestre 2024. Positivi, invece, i risultati delle altre classi dimensionali.
La fotografia del 2025 è dunque quella di un sistema che tiene e chiude in crescita, pur con oscillazioni. “Accogliamo con soddisfazione la chiusura di un 2025 in crescita, segnale di una tenuta strutturale del nostro sistema manifatturiero nonostante le fluttuazioni trimestrali”, commenta il Presidente della Camera di commercio di Cuneo. Ma l’attenzione resta alta: “il clima di incertezza che traspare dalle previsioni degli imprenditori per l'inizio del 2026 ci impone estrema prudenza”. La sfida, ora, è trasformare la resilienza in una crescita più stabile e diffusa, tenendo d’occhio l’instabilità dei mercati esteri, decisivi per l’economia provinciale.
In sintesi: Cuneo chiude il 2025 con un +1% medio annuo e un quarto trimestre positivo, con ordini e fatturato in miglioramento. Il segnale è buono. Ma la bussola per il 2026, per ora, resta una: prudenza.
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