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L'infettivologo Bassetti a Prato Nevoso: «Qui ho imparato a sciare, negli anni '70»

Giornata sulle piste per il primario del Policlinico di Genova, noto anche in tv nel difficile periodo della pandemia

L'infettivologo Bassetti a Prato Nevoso: «Qui ho imparato a sciare, negli anni '70»

Il prof. Bassetti a Prato Nevoso con il patron Gianluca Oliva

Una giornata di sport, amicizia e ricordi quella vissuta ieri, sabato 28 febbraio, sulle piste di Prato Nevoso, nel comprensorio del Mondolè. Tra gli sciatori che hanno affollato le discese c’era anche l’infettivologo genovese Matteo Bassetti, primario di malattie infettive al Policlinico San Martino, volto noto al grande pubblico soprattutto nel difficile periodo della pandemia da Covid-19.

Accolto dal patron della località sciistica, Gianluca Oliva, Bassetti ha trascorso l’intera giornata sugli sci, concedendosi il piacere di tornare là dove tutto era cominciato. Per il medico, specialista in malattie infettive e virologia, si è trattato infatti di un ritorno particolarmente sentito: proprio sulle piste di Prato Nevoso, negli anni Settanta, aveva imparato a sciare.

«Qui ho messo gli sci ai piedi per la prima volta», ha raccontato con emozione, sottolineando il legame profondo con questa località che rappresenta un pezzo importante della sua storia personale. Un ritorno alle origini, dunque, non solo geografico ma anche simbolico: dagli anni dell’infanzia e delle prime discese fino alla notorietà nazionale come esperto scientifico durante uno dei periodi più complessi della storia recente e poi ancora oggi.

Ad accompagnarlo in questa giornata speciale l’amico Gianluca Oliva, che lo ha accolto sulle piste del Mondolè con calore e orgoglio. L’incontro tra i due ha unito sport, amicizia e territorio, confermando ancora una volta come Prato Nevoso non sia solo una meta turistica di primo piano, ma anche un luogo capace di custodire e rinnovare legami nel tempo.

Tra una discesa e l’altra, Bassetti ha potuto rivivere le emozioni delle prime esperienze sulla neve, in una cornice che continua a richiamare appassionati da tutta Italia. Una giornata all’insegna della semplicità e del ricordo, lontano dai riflettori televisivi, ma carica di significato personale.

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