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01 Marzo 2026 - 19:59
I manifestanti che ballano in piazza Europa
Il sole non si è visto, ma il calore sì. Oggi, 1° marzo, in piazza Europa, a Cuneo, centinaia di persone si sono ritrovate per dire ancora una volta "no" all’abbattimento programmato di dieci grandi cedri sani, alberi storici e amatissimi che da anni rappresentano un punto di riferimento e un simbolo verde nel cuore della città.
La protesta, orgabizzata dai cittadini e sostenuta a più riprese da associazioni, esponenti politici e anche volti noti del mondo televisivo, ha trasformato la piazza in un luogo di festa e partecipazione. Canti, balli, abbracci e cartelli hanno accompagnato un pomeriggio che voleva essere prima di tutto una dimostrazione concreta: i cedri non dividono, ma uniscono.
Secondo il progetto di riqualificazione della piazza, gli alberi dovrebbero essere sacrificati per lasciare spazio a un nuovo assetto urbano. Una scelta che, nelle ultime settimane, ha acceso un dibattito sempre più acceso e trasversale. La protesta è cresciuta giorno dopo giorno, raccogliendo adesioni in città e sui social, dove foto e appelli si moltiplicano.
Oggi la risposta è stata numerosa. I manifestanti si sono dati appuntamento per “vivere” la piazza, stringendosi simbolicamente attorno ai cedri, considerati da molti il vero polmone verde del centro cittadino. Famiglie, giovani, anziani: una comunità eterogenea che ha scelto la via della presenza e della condivisione.
Pubblicando le immagini di tante persone che cantano e ballano sotto le chiome degli alberi, gli organizzatori hanno commentato: «Il sole non c’era oggi pomeriggio in piazza Europa a Cuneo, ma balli e canti sì. Chi lo dice che la presenza dei cedri impedisce la socializzazione? Pare che lo dica l’amministrazione della città».
Una frase che riassume il senso della mobilitazione: dimostrare che quegli alberi non sono un ostacolo, ma uno spazio di incontro, ombra, relazione. Un patrimonio affettivo prima ancora che ambientale.
La vicenda resta aperta. Intanto, però, la piazza oggi ha parlato con la voce della musica e dei passi di danza, rivendicando il diritto a un futuro che non cancelli le sue radici.
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