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Migliora il quadro delle infrastrutture in Piemonte: monitorata anche l’Armo-Cantarana

Rapporto Oti Piemonte 2026: entro il 2033 concluse 42 opere per un valore di 30 miliardi

Migliora il quadro delle infrastrutture in Piemonte: monitorata anche l’Armo-Cantarana

Rapporto Oti Piemonte 2026

Prevalgono le luci rispetto alle ombre nel Rapporto Oti Piemonte 2026 che monitora le 71 infrastrutture ritenute cruciali delle imprese del Piemonte. L’analisi realizzata da Unioncamere Piemonte e Confindustria Piemonte in collaborazione con Regione Piemonte, Fondazione Slala e le Accademie Piemonte Logistica, Costruzioni e Infrastrutture, riguarda 27 opere che sono in fase di progettazione, 9 che sono proposte progettuali, un servizio di trasporto combinato, 30 opere i cui lavori sono in corso e 4 che si sono concluse nel 2025. Nel 2026 anche grazie all’esaurirsi del Pnrr che ha finanziato i lavori su 9 opere che fanno parte del monitoraggio, è previsto che siano ultimate ulteriori 15 infrastrutture. Entro il 2033 saliranno a 42 le opere concluse tra quelle protagoniste di Oti Piemonte 2026, per un importo di 30 miliardi di euro. Dalla prima edizione del monitoraggio nel 2001 risultano completate 24 tra metropolitane, opere stradali, ferrovie, interporti e trafori.

«I segnali positivi che emergono da questa edizione dell’Osservatorio Oti Piemonte vanno nella direzione giusta ma non sono però certo risolutivi poiché sono ancora molte le infrastrutture che le imprese aspettano. Si tratta di un freno, tra i tanti, che negli ultimi 30 anni hanno rallentato lo sviluppo della nostra economia. Questo osservatorio in 25 anni è stato una sentinella attiva, segnalando e rimarcando di volta in volta la mancanza di fondi, le progettazioni a rilento e quelle poche opere che hanno visto la luce, meno di una all’anno. Grazie al Pnrr c’è stata un’accelerazione, come imprese siamo a disposizione per fornire pieno supporto affinché stabilmente il Piemonte arrivi a poter usufruire nel 2033 delle opere oggi in fase di realizzazione» dichiara Andrea Amalberto, presidente Confindustria Piemonte.

Scendendo nel dettaglio del monitoraggio, come nel 2025 sono 31 le opere che risultano in linea con il programma, comprendendo sia opere in fase di progettazione che quelle cantierate. Sono invece 22 quelle che hanno subito un ritardo nell’ultimo anno, anche in questo caso il dato è stabile. Salgono invece da 5 a 9 quelle in grave ritardo. Completano il quadro 7 opere in stand by, poiché ancora si attende la proposta progettuale, erano invece sei nel 2025.

Sono 30 le opere già cantierate. Di queste 19 risultano essere in linea con i tempi programmati, 10 sono in ritardo e una in grave ritardo, si tratta dei lavori sulla Statale 33 del Sempione poiché i lavori a Villadossola non sono ancora stati avviati. Sono alle 27 opere in fase di progettazione, salgono da 8 a 11 quelle in fase preliminare, da 14 a 15 quelle in fase di progettazione definitiva, mentre scendono da 3 a 1 quelle in fase di progettazione definitiva. Sono 9 le proposte progettuali, con le nuove entrate del collegamento stradale Albenga-Altare e del nuovo casello autostradale di Predosa.

L’Armo-Cantarana

 Tra le opere monitorate c'è anche la realizzazione del traforo Armo-Cantarana. Da quel foro pilota di 2.852 metri di galleria (del diametro di 2,50 metri) completato nel 1992 sono passati più di trent'anni. L’attuale tracciato che collega Cantarana (Provincia di Cuneo) ad Acquetico (provincia di Imperia) si sviluppa su 13,8 km particolarmente tortuosi che attraversano undici nuclei abitati, con un dislivello di 662 m e un tempo di percorrenza di circa 25 minuti. Il progetto di traforo ridurrebbe il percorso a 9,3 km per un dislivello di 370 m e una percorrenza di 6 minuti, senza attraversare nuclei abitati. Inoltre il traforo, se realizzato, rappresenterebbe una alternativa al Colle di Tenda per quanto riguarda i traffici commerciali. Un’opera che conta sette viadotti e otto gallerie (la più lunga il traforo Armo-Cantarana, circa 3 km).

Al momento risulta ancora da concludere la Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) e soprattutto non risultato stanziamenti specifici oltre ai 5 milioni a disposizione che coprono esclusivamente le fasi di studio, progettazione e valutazione ambientale.

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