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Rifugisti "sotto torchio": i bambini li mettono alla prova

Rifugisti a scuola: vita, sfide e buone pratiche in quota raccontate ai bambini della Valle Gesso

Rifugisti "sotto torchio": i bambini li mettono alla prova

Se la sono cavata egregiamente Andrea, Paolo e Susanna, gestori rispettivamente del Rifugio Valasco, del Rifugio Morelli-Buzzi e del Rifugio Genova, in alta Valle Gesso, nel cuore del Parco naturale delle Alpi Marittime. E non era affatto scontato: ad attenderli c’era infatti un pubblico tra i più attenti ed esigenti, quello dei bambini e delle bambine della scuola primaria della Valle Gesso, che nella mattinata di mercoledì 25 febbraio hanno animato con entusiasmo e curiosità il salone “Alberto Bianco”, presso la sede del Parco a Valdieri.

Dopo una breve introduzione, i piccoli partecipanti hanno dato il via a una fitta serie di domande, preparate nei giorni precedenti insieme alle insegnanti, mettendo alla prova i rifugisti su tanti aspetti della vita in quota.

L’iniziativa, nata grazie alle docenti vincitrici del bando “La montagna entra a scuola”, accolta con convinzione dal Parco e resa possibile dalla disponibilità dei gestori, ha offerto ai più giovani l’opportunità di scoprire cosa si cela dietro le quinte di un rifugio. Un mondo fatto di organizzazione, impegno e collaborazione, ben oltre la polenta che arriva fumante nel piatto.

I bambini hanno così approfondito temi concreti e attuali: come vengono trasportate le scorte alimentari in rifugio; perché è fondamentale ridurre al minimo la produzione di rifiuti; quali sono le criticità legate alla crescente scarsità d’acqua in alta quota; cosa è indispensabile mettere nello zaino e cosa, invece, è meglio lasciare a casa.

Tra gli argomenti emersi con maggiore forza, due in particolare: la passione, elemento imprescindibile – ma non sufficiente – per gestire un rifugio, accanto alla necessità di competenze e preparazione; e la fragilità dell’ambiente alpino, che impone limiti e responsabilità a chi frequenta la montagna, nel rispetto di un ecosistema delicato.

La mattinata si è conclusa con un’attività laboratoriale che ha coinvolto le classi IV e V: suddivisi in gruppi, gli alunni hanno realizzato poster destinati ai rifugi e agli esercizi commerciali della valle, con l’obiettivo di sensibilizzare residenti e visitatori sulle buone pratiche da adottare in montagna, al rifugio o in vetta.

Per l’estate 2026, il “compito delle vacanze” sarà uno solo: andare a trovare i nuovi amici gestori nei loro rifugi. Un invito a mettersi in cammino lungo i sentieri del Parco con uno zaino arricchito non solo di entusiasmo, ma anche di maggiore consapevolezza.

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