A febbraio le Aree Protette Alpi Marittime hanno promosso due giornate di formazione rivolte al personale interno e ai collaboratori esterni, nell’ambito del progetto ALCOTRA BiodivTourAlps.
La prima giornata si è aperta con i saluti istituzionali del Direttore Luca Gautero, seguiti dall’intervento "Sul ghiaccio sottile: i collemboli supraglaciali come indicatori di ecosistemi in via di scomparsa" della ricercatrice dell’Università degli Studi di Siena Barbara Valle, ideatrice e coordinatrice del progetto CollembolICE.
Successivamente Olivier Gerriet del Muséum d'Histoire naturelle de Nice ha approfondito il tema dei "Molluschi del massiccio del Marguareis".
Ampio spazio è stato dedicato al mondo degli insetti. Andrea Pelle e Alex Laini dell’Università di Torino hanno illustrato i primi risultati del progetto META2 con l’intervento "Analisi delle comunità di coleotteri stercorari attraverso la tecnica del DNA metabarcoding". Luca Anselmo ha invece presentato "Conservare Papilio alexanor in un clima che cambia: sfide e prospettive. Ecologia, monitoraggio e analisi delle minacce per una specie protetta simbolo delle Alpi Marittime", focalizzandosi sulla situazione della farfalla Papilio alexanor in un contesto ambientale in continua trasformazione.
Luca Dessì dell’Università del Piemonte Orientale ha parlato di "Gli Impollinatori come bioindicatori del recupero ambientale nelle cave di cemento", mentre Marco Isaia (Università di Torino) ha approfondito il tema di "Vesubia jugorum, un ragno endemico delle Alpi Marittime iscritto nella Lista Rossa dell'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura".
L’attenzione si è poi spostata sui piccoli mammiferi alpini: Marco Granata ha presentato "I piccoli mustelidi in Valle Gesso: evidenze da tre anni di studio e prospettive di monitoraggio"; Elena Chiesa ha illustrato "Roditori d’alta quota: studio di comunità e comportamento nelle Alpi Marittime"; Elena Bagnasco ha infine proposto "La Mostela Alpina: un approccio promettente per studiare le dinamiche preda-predatore ad alta quota". Tutti e tre fanno parte dell’Ermlin Project dell’Università di Torino.
Sempre dall’Università di Torino è arrivato l’intervento di Fabio Marcolin, che ha esposto la "Valutazione dell'impatto degli sport outdoor di montagna sulle specie di uccelli nelle Aree Protette delle Alpi Marittime".
Non sono mancati i contributi dei dipendenti APAM:
Beatrice Gammino con "Monitoraggio e conservazione di Euphydryas maturna: il campionamento continua.";
Irene Borgna con "Benessere forestale nel Parco: esperimenti terapeutici e un nuovo percorso attrezzato.";
Erika Chiecchio con "Avvio della Parte 2 della Carta Europea del Turismo Sostenibile - Presentazione del percorso e dei primi 13 operatori riconosciuti.";
Marco Piacenza con "Manutenzione e messa in sicurezza del territorio".
La seconda giornata si è aperta con l’intervento di Valentina Carasso, collaboratrice storica di APAM, che ha presentato "Indagini sulla germinazione delle specie aliene e sulle loro fasi riproduttive per l'individuazione di nuove strategie di contenimento e iniziative di sensibilizzazione dei cittadini". A seguire Irene Borgna ha illustrato il progetto Cieli stellati con l’intervento "Inquinamento luminoso e perché dovrebbe importarcene qualcosa. Introduzione lampo al tema e al progetto Cieli stellati".
È intervenuto anche Fabiano Sartirana per descrivere "L'attività di monitoraggio di avvoltoi e rapaci diurni condotta dall'Ente di gestione delle APAM". Alessandra Maganza dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta ha presentato "Parassiti emergenti in specie acquatiche invasive: monitoraggio su gambero rosso della Louisiana e persico sole", mentre Giovanni Ercole dell’ASL CN2 ha trattato le "Problematiche sanitarie connesse alla fauna selvatica".
Ampio spazio è stato riservato anche agli studi sull’impatto delle attività umane outdoor sulla biodiversità: Valentina Ruco (Università di Torino) con "La natura condivisa: valutare l’impatto delle attività outdoor sulla biodiversità per una gestione più sostenibile"; Morgan De Wette (Università di Torino) con la "Valutazione dell'impatto umano sulle comunità di invertebrati e sulle reti ecologiche negli ecosistemi montani"; Alessia Lopez (VetAgro Sup, Université Clermont Auvergne) con "Assessing the impact of alpine grazing practices on the behaviour and spatial distribution of the Alpine chamois".
Andrea Bellino dell’Università di Torino ha poi illustrato alcuni utilizzi dell’intelligenza artificiale con "Analizzare le immagini da camera trapping: efficienza ed uso del software AI Deepfaune". A chiudere il tema legato alla valorizzazione del territorio, Nadia Borgetti, collaboratrice APAM, ha presentato "Il marchio Qualità Parco APAM: obiettivi raggiunti e uno sguardo al futuro".
Tra i progetti illustrati anche "Viaggio nel tempo profondo attraverso le Alpi Marittime", presentato da Stefania Padovan, conservatrice dell’Ente APAM.
Infine Ivan Pace, guardiaparco APAM, ha descritto "Il progetto "Reginae: attività scientifiche e didattiche per la conservazione di specie rare nelle Alpi piemontesi”, mentre Elisa Avanzinelli e Arianna Menzano (APAM - Centro Grandi Carnivori), appena rientrate dalla Romania, hanno condiviso l’esperienza maturata nel "L’esperienza del Centro Grandi Carnivori nel “Progetto Lynx Turingia“".
Due giornate dense di contenuti e confronti che hanno consentito ai partecipanti e ai relatori di approfondire le attività del Servizio Conservazione APAM e il lavoro dei ricercatori impegnati nello studio e nella tutela del territorio protetto.