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Cambiamenti climatici e parassiti: è crisi senza precedenti, per le nocciole in Piemonte

La Regione mette sul piatto 250 mila euro e pensa ad un nuovo bando per finanziare il reimpianto dei noccioleti

Cambiamenti climatici e parassiti: è crisi senza precedenti, per le nocciole in Piemonte

La crisi della nocciola piemontese approda in Consiglio regionale. Durante il question time, Vittoria Nallo (Sue) ha chiesto alla Giunta un intervento urgente e coordinato a sostegno di una filiera “strategica per l’economia regionale”, ricordando come la nocciola rappresenti “non solo una tradizione agricola piemontese, ma anche un’eccellenza riconosciuta a livello internazionale”.

A rispondere è stato l’assessore Gian Luca Vignale, che ha annunciato il finanziamento del progetto di ricerca “Tonda Gentile Produttiva”, presentato da Agrion, la fondazione per la ricerca, l’innovazione e lo sviluppo tecnologico dell’agricoltura piemontese. L’obiettivo è fornire alle aziende strumenti concreti per affrontare le nuove sfide produttive. Nel 2025 sono già stati erogati 250mila euro; il progetto, che si sviluppa nel triennio 2025-2027, sarà rifinanziato nell’anno con una seconda tranche di ulteriori 250mila euro.

L’Italia è il secondo produttore mondiale di nocciole dopo la Turchia, con coltivazioni concentrate in Piemonte, Lazio, Campania e Sicilia. Il Piemonte da solo rappresenta circa il 32% delle imprese nazionali del settore e conta oltre 27mila ettari di noccioleti distribuiti tra Langhe, Roero e Monferrato, territori vocati alla produzione di varietà pregiate tutelate dall’Indicazione geografica protetta. Attorno alla nocciola si è sviluppata una filiera agroalimentare di primo piano, dalla lavorazione del seme alla produzione di dolci e creme a marchio regionale.

Negli ultimi mesi, tuttavia, il comparto ha attraversato una crisi senza precedenti. “Il raccolto nazionale è diminuito di oltre il 50%, con punte che in Piemonte hanno raggiunto il 70%. Tra le cause principali ci sono i cambiamenti climatici - inverni miti, alternanza di siccità e piogge persistenti, ristagni idrici - la diffusione di parassiti e la vetustà di molti impianti, che in alcuni casi superano i settant’anni. Dove i noccioleti sono più recenti, il calo produttivo è stato meno marcato. Le associazioni di categoria chiedono un piano di rinnovamento degli impianti, l’adozione di tecniche agricole innovative e maggiori investimenti in ricerca per adattare la corilicoltura ai mutamenti climatici. Tra le proposte figura l’attivazione di un bando regionale per finanziare, con un approccio pluriennale, il reimpianto di ettari di noccioleti ogni anno per ciascuna azienda. Interventi che, però, richiedono un sostegno pubblico in una fase di forte difficoltà economica” ha evidenziato Nallo.

“La Regione sta valutando la possibilità di candidare progetti all’interno del programma europeo Horizon Europe, principale strumento Ue per la ricerca e l’innovazione. Quanto al reimpianto dei corileti vetusti, a differenza del comparto vitivinicolo, non esistono attualmente misure specifiche per sostenere estirpo e reimpianto. Per questo l’ipotesi è di proporre a Bruxelles, tramite lo Stato, l’introduzione di interventi dedicati alla corilicoltura” ha concluso Vignale.
 

Il question time ha poi affrontato altre dieci interrogazioni, toccando temi che spaziano dalla sicurezza urbana ai trasporti, dalla sanità all’industria.

Sul fronte infrastrutturale, Paolo Ruzzola (Fi) ha proposto l’istituzione di un Comitato regionale a supporto della realizzazione della linea ferroviaria Torino-Lione, evidenziando la necessità di una governance efficace per le grandi opere, mentre Pasquale Coluccio (M5s) ha richiamato l’attenzione sulla sicurezza e la manutenzione del tratto ferroviario dei Giovi dopo l’episodio del regionale veloce 2113 dello scorso 5 febbraio.

In ambito sanitario, Alice Ravinale (Avs) ha chiesto aggiornamenti sul punto prelievi di via Stradella 203 a Torino; Domenico Ravetti (Pd) ha sollecitato criteri uniformi tra le Asr piemontesi per la raccolta dei dati sulle prestazioni extra orario, con l’obiettivo di ridurre le liste d’attesa; Emanuela Verzella (Pd) ha domandato chiarimenti sull’impatto delle scelte patrimoniali regionali e governative sui servizi dell’Asl di Biella; ancora Coluccio ha segnalato criticità nella fornitura di dispositivi per l’assorbenza; Giulia Marro (Avs) ha infine chiesto interventi per garantire la riapertura h24 del pronto soccorso di Ceva.

Sul fronte industriale, Valentina Cera (Avs) ha sollecitato iniziative per contrastare il piano di ridimensionamento dell’azienda Sapa, nel timore di un ulteriore colpo al comparto automotive piemontese. In ambito legale, Sarah Disabato (M5s) ha chiesto chiarimenti sulla costituzione di parte civile della Regione Piemonte in un procedimento penale e sulle misure adottate nei confronti di un componente del Cda di Ssc Piemonte, alla luce del codice etico. Infine, Mauro Calderoni (Pd) ha denunciato ritardi nell’erogazione dei contributi previsti dalle leggi regionali 18 del 1984 e 25 del 2010 a favore dei Comuni per le annualità 2024 e 2025.

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