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SCUOLE SUPERIORI: gli indirizzi tradizionali attirano sempre meno

Licei: meno iscritti al Classico e al Linguistico, sempre bene le Scienze Umane. Raddoppiano i Geometri, su le Scienze Applicate. Stabile l’Alberghiero

Licei sede

Se da un lato gli effetti del calo demografico cominciano a farsi sentire “nettamente” sull’anagrafe scolastica alle Superiori, dall’altro stiamo assistendo a una sorta di tendenza: gli indirizzi “tradizionali” attirano sempre meno.

Questo è il quadro che si ricava dalle iscrizioni all’anno scolastico 2026-27, concluse in questi giorni. Non è solo una questione monregalese, il dato ha delle similitudini anche ad altri livelli: soprattutto in nord Italia, dove i numeri sembrano dimostrare che sempre più studenti preferiscono indirizzi legati alle Scienze umane, alle Scienze sociali o alle Scienze applicate.

Al Liceo “Vasco-Beccaria-Govone” lo si nota in particolare nelle iscrizioni al Classico, al Linguistico tradizionale e in parte allo Scientifico: in tutti gli indirizzi partirà una sola classe prima, e in qualche caso è stato necessario interfacciarsi con l’USP (Ufficio Scolastico provinciale) per avere la certezza che si potesse fare tutto. Mentre tiene il Liceo Artistico, si conferma lo Sportivo e continua ad attirare l’indirizzo in Scienze Umane.

All’I.I.S. “Cigna - Baruffi - Garelli”, si conferma tra i percorsi più attrattivi il Liceo Scienze Applicate del “Cigna” (63 iscritti: forse verranno attivate tre classi prime), gli altri indirizzi restano sui numeri dell’anno precedente. Ad avere numeri minori sono nuovamente gli indirizzi professionali del “Garelli”, ma è una costante in questa fase delle iscrizioni. Mentre il “Baruffi” conferma il trend positivo del corso AFM (ragioneria) e raddoppia i numeri del CAT (geometri).

L’Alberghiero parla genericamente di “iscrizioni stabili”, con numeri sostanzialmente uguali allo scorso anno, mentre si registra un aumento all’indirizzo Professionale-commerciale e all’Agrario ITA con probabile attivazione del corso 4+2 legato alla filiera formativa Tecnico-professionale per il corso Agrario. Anche per quest’ultimo caso, il dato italiano conferma gli “exploit” dei corsi 4+2, che si consolidano come una realtà formativa di primo piano con il raddoppio degli iscritti a livello nazionale.

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