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04 Marzo 2026 - 07:58
I vescovi della Regione Piemonte-Valle d’Aosta riuniti a Villa S. Pietro di Susa in sessione ordinaria il 3 e 4 marzo, hanno proceduto alle votazioni per il rinnovo della Presidenza, mercoledì 3 marzo 2026. Sono risultati eletti per il prossimo quinquennio: presidente: card. Roberto Repole, arcivescovo di Torino e vescovo di Susa; vice presidente: mons. Franco Lovignana, vescovo di Aosta; segretario: mons. Egidio Miragoli, vescovo di Mondovì.
Al centro della foto dei vescovi di Piemonte e Valle d’Aosta: mons. Franco Lovignana (Aosta), alla sua sinistra il segretario mons. Egidio Miragoli (Mondovì), mons. Piero Delbosco (Cuneo -Fossano), dietro mons. Roberto Farinella (Biella), mons. Marco Brunetti (Alba), mons. Luigi Testore (Acqui), mons. Gianni Sacchi (Casale). Alla destra, il card. Roberto Repole (Torino e Susa), mons. Daniele Salera (Ivrea), mons. Marco Prastaro (Asti), mons. Alessandro Giraudo (Torino), mons. Marco Arnolfo (Vercelli) e mons. Cristiano Bodo (Saluzzo). Due giorni di lavoro iniziati, dopo la preghiera, con il confronto con i vertici dell’Azione cattolica, presidente e assistente ecclesiatico.
All’incontro con i vescovi della Cep c’erano il presidente nazionale di AC, Giuseppe Notarstefano e l’assistente ecclesiastico generale mons. Claudio Giuliodori. Con loro anche il delegato regionale Matteo Massaia e l’assistente regionale don Vittorio Gatti. Nel suo intervento, Notarstefano ha richiamato l’identità dell’Azione Cattolica come scelta religiosa che pone al centro la formazione della vita cristiana e l’annuncio del Vangelo. “L’Associazione – ha sottolineato – è chiamata a definirsi non solo per ciò che fa, ma per chi è. Una realtà ecclesiale che vive dentro una rete di relazioni, aperta al pluralismo e capace di collaborazione, in stile sinodale e nella corresponsabilità tra laici e presbiteri”.
La forte mobilità del mondo giovanile
È stata evidenziata la condizione di forte mobilità che caratterizza oggi il mondo giovanile e universitario, spesso segnato dalla difficoltà di costruire legami stabili. In questo contesto, l’Associazione può offrire spazi di relazioni autentiche e comunità significative. Il radicamento cristiano non è anzitutto geografico, ma fondato sulla qualità delle relazioni. Anche per questo è emersa l’esigenza di pensare forme associative capaci di sostenere la missione della diocesi nel suo insieme, non solo nelle singole parrocchie.
Mons. Giuliodori ha richiamato l’importanza di una formazione solida e integrale. Capace di sostenere la maturazione spirituale, umana ed ecclesiale dei laici. Accompagnando in particolare giovani e universitari nella responsabilità culturale e sociale. L’Azione Cattolica ha avuto un ruolo significativo nel percorso sinodale ed è ora chiamata a collaborare alla piena recezione degli orientamenti che emergeranno dall’Assemblea della CEI del prossimo maggio.
Nel confronto, i vescovi hanno riconosciuto il contributo formativo dell’Azione Cattolica e il suo radicamento nelle Chiese locali. È stato sottolineato in particolare il valore dell’ACR e della formazione degli educatori, così come il modello concreto di collaborazione tra presbiteri e laici che l’Associazione offre alle diocesi.
Tra le sfide condivise sono emerse: la frattura nella trasmissione della fede alle nuove generazioni. La necessità di intercettare i giovani anche in contesti segnati da mobilità e frammentazione. Il ripensamento del rapporto tra territorio e appartenenza ecclesiale. La collaborazione tra Associazioni e realtà ecclesiali diverse e infine l’esigenza di offrire esperienze comunitarie autentiche e un annuncio esplicito del Vangelo.
L’incontro ha confermato la volontà di proseguire il cammino di collaborazione a servizio della missione della Chiesa nelle diocesi del Piemonte e Valle d’Aosta, in continuità con l’appuntamento dello scorso anno nella medesima sede.
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