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05 Marzo 2026 - 19:59
I cedri di piazza Europa a Cuneo
I dieci grandi cedri dell’Atlante di piazza Europa a Cuneo, destinati all’abbattimento nell’ambito del progetto di riqualificazione dello spazio approvato dall’Amministrazione comunale, per ora non si toccano. Almeno fino al 25 giugno.
Lo ha deciso il Consiglio di Stato che ha accolto l’istanza cautelare presentata da associazioni ambientaliste e cittadini sospendendo l’esecutività della precedente sentenza del Tar del 22 gennaio e ha fissato la trattazione nel merito all’udienza pubblica.
Come riporta il settimanale “La Guida”: «La camera di consiglio riunita il 5 marzo e presieduta da Francesco Gambato Spisani, ha ritenuto che “l’esigenza di preservare gli alberi nelle more della decisione di merito della controversia sia del tutto idonea a fondare la concessione della richiesta di sospensione cautelare dell’esecutività della sentenza appellata, anche ai sensi dell’art. 9 della Costituzione, che tutela espressamente l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni».
Da settimane piazza Europa è teatro di una mobilitazione partecipata: striscioni, slogan, interviste a televisioni e giornali, presidi quotidiani. Centinaia di cittadini chiedono che gli alberi – giudicati in buona salute da esperti coinvolti dalle associazioni – non vengano abbattuti.
La sindaca, Patrizia Manassero, commenta con una nota: «Siamo venuti a conoscenza dell’Ordinanza del Consiglio di Stato e della sospensione imposta, in attesa dell’udienza pubblica sul merito del 25 giugno prossimo. Come già affermato, accogliamo ovviamente questa decisione e la assumiamo come occasione per avere altro tempo e nuove, ulteriori opportunità per riflettere e confrontarci».
«Credo che per questa volta, e per ora, abbia vinto la Città. Intendo dire che questa "vittoria" è un bene per tutta la Città: aria, ombra, vita... Ritengo che il Consiglio di Stato non abbia voluto dar ragione a qualcuno contro qualcun altro, ma decidere sulla base del bene comune, come in genere fa la magistratura giudicante, che non è né Pubblico ministero, né avvocato difensore...» scrive sui social Gigi Garelli, direttore dell'Istituto Storico della Resistenza di Cuneo.
Nei giorni scorsi le associazioni del Coordinamento Associazioni Ambientaliste Cuneesi – Legambiente, Pro Natura, Italia Nostra (sezione di Cuneo) e l’Associazione di Piazza in Piazza – avevano inviato anche una lunga lettera alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, al segretario generale della Presidenza, alla segreteria del ministro e alla direzione generale di ISPRA ricostruendo una vicenda iniziata nell’estate 2024. Già il 19 luglio scorso avevano segnalato al Segretariato della Presidenza la presenza in piazza di dieci esemplari “notevoli” di cedro dell’Atlante, chiedendone la salvaguardia.
Secondo quanto riportato, il Segretariato – inizialmente non informato dal Comune circa la presenza dei cedri, definiti dall’amministrazione come semplici “elementi fissi” – aveva chiesto chiarimenti sul loro stato di salute e stabilità. Le risposte fornite dall’ente locale sarebbero state, a giudizio delle associazioni, “prive di fondamento”, come contestato da esperti indipendenti, autori di una relazione tecnica trasmessa agli uffici competenti.
Le associazioni denunciano inoltre la mancanza, a Cuneo, di un Regolamento del Verde urbano, strumento richiesto da quasi vent’anni e che consentirebbe di applicare pienamente le clausole di salvaguardia previste dall’articolo 15 delle Norme di attuazione del Piano regolatore generale in materia di tutela e sviluppo del verde urbano.
Nonostante le osservazioni presentate, sarebbe stato dato il via libera al progetto di riqualificazione, con il conseguente abbattimento dei cedri.
I ricorsi: dal Tribunale al TAR, fino al Consiglio di Stato
A quel punto, associazioni e Comitato per la difesa dei cedri hanno intrapreso la via legale:
In prima istanza il TAR ha rigettato la sospensiva. Decisione impugnata davanti al Consiglio di Stato, che ha invece accolto le istanze dei ricorrenti con un’ordinanza definita dalle associazioni “illuminante” per il richiamo ai principi costituzionali e ambientali a tutela degli alberi.
Successivamente, però, il TAR Piemonte ha dichiarato inammissibile il ricorso contro il progetto. Una sentenza che, secondo i firmatari della lettera, non entra nel merito delle questioni sollevate, ignorando – sostengono – riferimenti all’articolo 9 della Costituzione, alle normative europee sulla tutela ambientale e alla protezione della salute pubblica.
Nuovo appello è stato quindi presentato al Consiglio di Stato, con ulteriore istanza di sospensione dell’avvio dei lavori. La sospensiva è stata respinta, ma con la motivazione che la sentenza definitiva sarebbe arrivata a breve, appunto il 5 marzo. Una decisione che ha spinto l’amministrazione ad attivare il cantiere, provocando un’immediata e massiccia mobilitazione cittadina che ha portato ad un blocco dei lavori destinato a questo punto a durare ancora.
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