Cerca

ultima ora

ultime notizie

OGGI

Imparare a sfidare l’imprevisto in azienda… tirando una boccia quadrata

Le “Bocce quadre” entrano nelle offerte di corsi di team building di Confindustria Cuneo

Imparare a sfidare l’imprevisto in azienda… tirando una boccia quadrata

Che le “bocce quadrate” siano un sinonimo di imprevedibilità, è cosa nota: poche cose sono più “casuali” della direzione di rimbalzo di un cubotto di legno.

Ma altrettanto si può dire del mondo imprenditoriale: dove un minimo imprevisto, talvolta, può fare la differenza tra successo o fallimento.

Ed è guardando a questo parallelismo che l’Associazione Bocce Quadre ha pensato di… mettere insieme i concetti. Trasformando il gioco delle BQ in un’attività di team building per aziende. Follia? Certo che sì: ma reale. Ma cosa vuol dire “fare team building”? E cosa rende le bocce quadre ideali per questo scopo?

IL TEAM BUILDING: DI CHE SI TRATTA?

Il team building (letteralmente "costruzione del gruppo") è un insieme di attività formative, e talvolta ludiche, progettate per migliorare le relazioni interpersonali, la collaborazione e la produttività all'interno di un team di lavoro. Le aziende vi ricorrono sempre più spesso, allo scopo di “rafforzare” il proprio staff, cementare i rapporti tra dipendenti, imparare strategie che promuovano le cosiddette “skill laterali”, migliorare la comunicazione tra i vari livelli aziendali, gestire i conflitti, imparare ad affrontare le divergenze in modo costruttivo.

No, non è un concetto poi tanto nuovo: vuol dire “imparare a lavorare meglio insieme”. Ma negli ultimi anni si è scoperto che lo si può fare anche in modi diversi: corsi di formazione specifici, ma anche… giochi di gruppo, simulazioni, o persino attività all’aperto. Per questo sono nati dei veri e propri settori. Ed è qui che si inseriscono le bocce quadre.

COME (E PERCHÉ) SI IMPARARA A… IMPROVVISARE

Cosa propongono le Bocce Quadre? «Abbiamo studiato un’attività che si articola in due fasi – ci spiega Fabrizio Lanza –. La prima è una sorta di laboratorio a gruppi, in cui i partecipanti devono simulare la messa a punto di un progetto che, in alcune fasi, viene “condizionata” dal lancio di una boccia quadra: e questo genera un evento non calcolabile. L’imprevisto può essere un intoppo, un bonus, un momento di stallo nella progettazione».

Il senso è chiaro: vedere come il team lavora davanti ai contrattempi. Nella simulazione, questo "fattore X" è rappresentato dalla facciata di un cubo che rotola… ma nel “mondo reale” può essere una crisi di mercato, una fase favorevole, un momento di svolta, una nuova tecnologia.

«La seconda parte – continua Lanza – è invece un torneo vero e proprio. Alla fine della giornata, un consulente fornisce all’azienda un’analisi professionale dello svolgimento delle attività».

E perché funziona? «Per due motivi. Il primo è che le bocce quadre sono un gioco “alla portata di tutti” e in cui le gerarchie interne si annullano del tutto, o quasi. Ci può giocare chiunque e tutti sono “alla pari”. Il secondo motivo è che un’attività che include un fattore completamente casuale è funzionale a questioni come il problem solving, a cui oggi le imprese sono molto attente». Buon gioco a tutti. Ma sul serio.

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edicola digitale

Aggiorna le preferenze sui cookie
x