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La Regione dà il via allo studio epidemiologico per la Valle Bormida

Dopo anni di richieste verrà attuata una ricerca aggiornata sullo stato di salute della popolazione

La Regione dà il via allo studio epidemiologico per la Valle Bormida

La Val Bormida avrà uno studio epidemiologico, con dati che saranno resi pubblici e oggetto di confronto con il cittadini tramite un tavolo permanente con Arpal e Asl, come stabilito da una mozione e un ordine del giorno condivisi da maggioranza e opposizione nel corso della seduta del Consiglio regionale del 10 marzo. A dare impulso al documento condiviso sono stati una mozione del Movimento 5 Stelle e due ordini del giorno di Partito Democratico e Avs su richieste del territorio valbormidese.

A questo risultato si è arrivati dopo un confronto in aula che ha comportato alcune modifiche alla mozione dei 5Stelle e ha riunito i due odg di Pd e Avs in un unico documento.

Pur esistendo studi epidemiologici sul territorio valbormidese - in passato sede di industrie chimiche come Acna (con il sito di Cengio dichiarato Sito di Interesse Nazionale) ma anche Montedison o 3M - si tratta comunque di studi datati. Uno di questi, realizzato nel 2018 si basava sui tassi di mortalità e di ricovero ricavati da dati del 2012-2013. Ora verrà realizzato uno studio scientifico aggiornato e documentato, con un'analisi dell'andamento storico delle patologie più frequenti e l'indice di mortalità, risalendo alle cause.

«Questa mozione non nasce da un approccio ideologico né da contrapposizione pregiudiziale sul ciclo dei rifiuti – ha detto Stefano Giordano dei 5Stelle –. Gli studi attualmente in uso, pur importanti, non coprono l'ultimo decennio e non restituiscono una fotografia aggiornata sullo stato di salute della Val Bormida».

Per PD e Avs la questione prescinde dall'eventuale realizzazione di un termovalorizzatore . «Chiedo di fare un esercizio di onestà intellettuale – ha detto Roberto Arboscello (Pd) – e sgomberare il campo dalla discussione sul termovalorizzatore e su chi c'era prima. Credo che il fine ultimo sia produrre un atto che possa essere idi grande utilità territorio della Val Bormida e dei valbormidesi».

«Dal punto di vista sanitario – ha spiegato l'assessore alla Sanità Massimo Nicolò – possiamo portare avanti l'indagine sanitaria, a prescindere da qualsiasi altra speculazione».

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