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11 Marzo 2026 - 17:07
foto Adnkronos
È lunga come due campi da calcio e pesa migliaia di tonnellate. Ed è progettata per scavare in diverse situazioni geologiche con coperture fino a 2.000 metri di roccia. È la maxi "talpa" che scaverà il tunnel di base della Torino-Lione in Italia.
È stata presentata oggi in Germania, nello stabilimento Herrenknecht, la prima delle due maxi frese "Tbm" destinate al versante italiano del tunnel di base del Moncenisio
La Tbm, Tunnel Boring Machine, è destinata al cantiere di Chiomonte, in Val di Susa, dove realizzerà la seconda discenderia prima di proseguire con lo scavo della galleria sud del tunnel di base, già iniziato sul lato francese, avanzando sotto la montagna fino a Susa. A regime nei prossimi anni, saranno 7 le frese che realizzeranno il 75% degli scavi del tunnel di base in Italia e Francia.

La fresa ha una lunghezza complessiva di 235 metri ed è composta da una testa dal diametro di 10,16 metri e da uno scudo esterno che protegge il personale e la macchina durante lo scavo, permettendo di installare in sicurezza i conci prefabbricati che compongono il rivestimento della galleria.
La TBM è dotata di 13 motori capaci di generare una potenza totale di 4.550 kW e avanzerà di circa 10 metri al giorno per mezzo di cilindri idraulici che poggiano sui conci. Il tipo di avanzamento di questa TBM è semplice e costante lungo tutta la galleria, indipendentemente dalla qualità del terreno.
Per rispondere specificatamente ai bisogni di questo tratto di tunnel è stata costruita una TBM bimodale (“dual mode”), realizzata per attraversare sia rocce dure, operando in modalità “open mode”, sia terreni sciolti sottofalda, mediante modalità “closed mode”.
Nello scavo in “closed mode”, l'evacuazione dello smarino avviene utilizzando al posto del nastro trasportatore un circuito chiuso (slurry system) costituito da un frantoio capace di ridurre la dimensione delle rocce scavate e da una tubazione in grado di trasportare una mescola di acqua, bentonite e materiale frantumato fino all’esterno. Per affrontare questi tratti di scavo la TBM è dotata inoltre di una camera di compressione/decompressione iperbarica, nell’eventualità di attività umane in ambiente iperbarico, nonché di un sistema di navetta pressurizzata che consenta l’uscita del personale e la decompressione rallentata per periodi più lunghi senza pregiudicare il normale svolgimento dei lavori.
La scelta di questo tipo di fresa è dovuta a diversi fattori: il tipo di geologia che caratterizza le zone di scavo, la grande profondità delle gallerie da realizzare (fino a 2000 metri di sotto la montagna), la necessità di seguire ridotti raggi di curvatura in orizzontale e verticale e le alte temperature “naturali” presenti a queste profondità, messe inevidenza con il cunicolo esplorativo della Maddalena a Chiomonte che ha permesso di dimensionare questa nuova TBM.
Chiomonte rappresenta il principale cantiere italiano della sezione transfrontaliera. Sono in corso le operazioni preliminari alla ricezione della TBM, che verrà smontata e, in un secondo momento, trasferita a Chiomonte. Qui la testa, con il relativo comparto motori, sarà riassemblata sul piazzale per poi avviare, nel 2027, la discesa in montagna: dovrà realizzare circa 10 chilometri di galleria fino a Susa. Al picco delle attività, il cantiere impiegherà all’incirca 700 addetti.
Alla cerimonia di consegna, sancita dalla rotazione della testa della Tbm, hanno partecipato Daniel Bursaux e Maurizio Bufalini, presidente e direttore generale di Telt, la società binazionale italo-francese responsabile della realizzazione e della futura gestione della sezione transfrontaliera della Torino-Lione, le imprese del raggruppamento Uxt, e della direzione lavori Is2p (Fs Engineering, Arx, Systra, Setec), oltre al console italiano a Friburgo Pietro Falcone e alla vicepresidente della Regione Piemonte, Elena Chiorino. In video collegamento i ministri italiano e francese dei Trasporti Matteo Salvini e Philippe Tabarot.
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