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12 Marzo 2026 - 16:38
Lupo al Centro Uomini e Lupi di Entracque, foto Gianluca Tapanà
La presenza del lupo in Piemonte, ormai consolidata da oltre vent'anni, rappresenta una realtà significativa sia a livello ecologico sia per le implicazioni socioeconomiche. Per questo motivo, il monitoraggio e la gestione della specie rivestono un ruolo fondamentale.
Il Report "Il lupo in Piemonte. Biennio 2023 - 2025" inquadra e documenta il sistema regionale di monitoraggio e gestione del lupo descrivendone l'organizzazione, i protocolli operativi adottati, le attività realizzate e i principali risultati conseguiti.
Il biennio di analisi si colloca a cavallo di due fasi distinte di progetto e di finanziamento: la conclusione del progetto LIFE WolfAlps EU nel settembre 2024 e l'avvio del programma AfterLIFE Plan, non più cofinanziato dall'Unione Europea.
Il coordinamento delle attività è affidato al Centro di Referenza per la Conservazione e Gestione dei Grandi Carnivori (CGC) istituito presso l'Ente di gestione delle Aree Protette Alpi Marittime in associazione con l'Ente di gestione delle Aree Protette dell'Appennino Piemontese; costituisce il riferimento tecnico-scientifico per la Regione Piemonte e opera in stretta collaborazione con il Dipartimento di Biologia dei Sistemi (DBIOS) dell'Università di Torino, che garantisce il supporto scientifico.
Accanto al CGC opera il Network Lupo Piemonte, una rete consolidata composta da enti, forze dell'ordine, università, associazioni e volontari, che garantisce un monitoraggio capillare e continuativo attraverso l'applicazione dei protocolli nazionali e internazionali condivisi dal Large Carnivore Initiative for Europe (LCIE).
A completare il sistema contribuisce il Nucleo Cinofilo Antiveleno Piemontese, impegnato nella prevenzione e nella lotta contro l'uso illegale di esche e bocconi avvelenati, rafforzando le attività di tutela della fauna e di contrasto al bracconaggio.
Secondo le analisi effettuate dal DBIOS dell'Università di Torino, la popolazione di lupi nelle regioni alpine è stimata a circa 1124 individui (consulta il Report "Stima della consistenza della popolazione di lupo nelle regioni alpine 2023/2024"); per quanto riguarda il Piemonte, la stima media relativa al periodo 2023-2024 è di circa 464 lupi, con un intervallo di credibilità (CI) compreso tra 407 e 542 individui.
Un ruolo centrale nel monitoraggio è stato svolto dal campionamento genetico non invasivo effettuato tramite l'analisi dei campioni biologici raccolti sul territorio. Su oltre 1300 campioni analizzati è stato possibile identificare il profilo genetico di 365 lupi, di cui 358 campionati in Piemonte; questi dati, insieme allo sforzo del campionamento sistematico sui transetti, hanno contribuito alle stime della densità della popolazione nelle regioni alpine.
Il monitoraggio richiede uno sforzo tecnico significativo. Infatti, nel primo anno sono stati percorsi 682 transetti per un totale di 25.633 km e utilizzate 298 fototrappole. Nel periodo successivo (2024-2025), sono stati percorsi sistematicamente 642 transetti e utilizzate 221 fototrappole.
Complessivamente sono stati registrati quasi 10.000 segni di presenza nel 2023-2024 e oltre 6.200 nel 2024-2025.
Per quanto riguarda la distribuzione, la specie è oggi presente nel 75,8% del territorio regionale. Le aree montane risultano ormai quasi completamente occupate, mentre la specie è ancora in fase di espansione nelle aree collinari e di pianura.
Nel caso di rinvenimento di lupi morti o feriti, la Regione Piemonte ha definito specifiche procedure operative secondo il "Protocollo per il rinvenimento di lupi morti e feriti".
Nel 2023-2024, sono stati recuperati 71 lupi morti, nel 2024-2025 sono stati 91.
Il numero dei lupi ritrovati morti, divisi per le provincia, viene riportato sulla pagina dedicata del sito del Centro Grandi Carnivori e viene aggiornato con cadenza media bimestrale.
Le principali cause di morte nel periodo 1998-2025 sono da imputare nel 59,1% dei casi a impatto con veicoli, nel 13,8% ad atti illeciti, nel 10,3% a fattori naturali, mentre nel 16,8% dei casi la causa è indeterminata.
Infine, fondamentale il lavoro del Nucleo Cinofilo Antiveleno che nel 2025 ha risposto a 102 chiamate di intervento nella sola regione Piemonte.
Il sistema regionale di monitoraggio, accertamento e indennizzo dei danni, affiancato alla promozione dell’uso integrato delle misure di prevenzione, rappresenta uno strumento fondamentale per sostenere gli allevatori e favorire una convivenza più equilibrata tra attività zootecniche e grandi carnivori.
In questo contesto, il rafforzamento delle azioni preventive, la diffusione di buone pratiche di gestione, il continuo aggiornamento delle conoscenze scientifiche e la velocizzazione delle operazioni di indennizzo dei danni risultano elementi chiave per ridurre il conflitto, tutelare le produzioni agricole, garantire una gestione sostenibile della presenza del lupo sul territorio piemontese e favorire la coesistenza tra uomo e lupo.
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