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Caro fertilizzanti: gli agricoltori piemontesi spendono 7 milioni in più per coltivare il mais

Sui maggiori costi incidono anche i rincari sul carburante agricolo: «Governo e Europa difendano la competitività delle aziende»

Caro fertilizzanti: gli agricoltori piemontesi spendono 7  milioni in più per coltivare il mais

Mais, Confagricoltura Piemonte: “L’aumento dei fertilizzanti pesa per oltre 7 milioni e mezzo di euro sulle semine piemontesi. Servono misure per sostenere la competitività delle aziende agricole” 

A poche settimane dall’avvio delle semine primaverili cresce l’apprensione dei produttori piemontesi per il forte aumento del costo dei fertilizzanti registrato nelle ultime settimane sui mercati internazionali. Le tensioni geopolitiche e le difficoltà negli scambi di alcune materie prime strategiche stanno infatti determinando un incremento significativo dei prezzi dei concimi utilizzati nelle principali colture cerealicole, a partire dal mais.

Secondo le elaborazioni di Confagricoltura la superficie coltivata a mais in Piemonte supera i 127.000 ettari. Si tratta di una coltura di primaria importanza per l’economia agricola e per l’equilibrio delle principali filiere zootecniche.

Le stime di Confagricoltura Piemonte indicano che il recente aumento dei fertilizzanti, valutabile per il momento intorno al 30% rispetto ai livelli precedenti alla crisi, potrebbe determinare un aggravio dei costi di produzione pari a circa 60 euro per ettaro solo per la concimazione di fondo. Su scala regionale ciò significa un incremento complessivo di circa 7,6 milioni di euro per la sola coltivazione del mais piemontese.

Assumendo una resa media prudenziale di circa 10 tonnellate per ettaro l’aumento dei fertilizzanti si traduce in un aggravio di circa 6 euro per tonnellata di mais prodotto, con un impatto stimabile intorno al 3,5% dei costi di produzione solo per questa voce di spesa.

L’aumento dei fertilizzanti si aggiunge inoltre alla tensione sui prezzi dei carburanti agricoli, un altro fattore che incide direttamente sui costi di coltivazione.

«Le aziende agricole si avvicinano alla nuova stagione delle semine con un quadro dei costi che richiede grande attenzione» - dichiara Enrico Allasia, presidente di Confagricoltura Piemonte - «Dopo gli aumenti registrati negli ultimi anni per energia, irrigazione e mezzi tecnici, l’impennata dei fertilizzanti rappresenta un ulteriore fattore di pressione sui bilanci aziendali».

Il mais riveste inoltre un ruolo centrale nell’equilibrio delle principali filiere zootecniche piemontesi. Il cereale costituisce infatti una componente fondamentale della razione alimentare negli allevamenti di bovini da latte e da carne, nella suinicoltura e nel comparto avicolo, che rappresentano una parte rilevante del sistema agroalimentare regionale.

«È evidente» - prosegue Allasia - «che variazioni significative dei costi delle colture cerealicole si riflettono anche sugli equilibri economici delle filiere zootecniche. Per questo motivo è importante monitorare con attenzione l’andamento dei mercati dei mezzi tecnici e garantire condizioni che consentano alle aziende agricole di programmare le proprie scelte produttive con maggiore stabilità».

Confagricoltura Piemonte sottolinea come l’attuale fase di volatilità dei prezzi delle materie prime evidenzi ancora una volta la forte interdipendenza tra agricoltura, energia e contesto geopolitico.

«In questa fase» - conclude Allasia - «è importante che le istituzioni europee e nazionali accompagnino il settore agricolo con strumenti adeguati: facilitare l’accesso al credito per l’acquisto dei mezzi tecnici, sostenere l’efficienza nell’uso dei fertilizzanti e rafforzare le condizioni di competitività delle imprese agricole. Difendere la capacità produttiva delle aziende significa garantire stabilità alle filiere agroalimentari e sicurezza negli approvvigionamenti».

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