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13 Marzo 2026 - 11:51
Non poteva esserci giorno migliore del compleanno di Luciano Ligabue per annunciare la tappa monregalese della mostra "All Areas - Luciano Ligabue", del fotografo Jarno Iotti, al fianco dell'artista da più di vent'anni.
A poco più di due anni dalla residence di enorme successo a Palazzo dei Principi a Correggio, la mostra aprirà il 13 giugno 2026 a Mondovì, negli spazi del Museo Civico della Stampa, trasformato per l’occasione in un luogo di dialogo tra musica e arti.
"All Areas - Luciano Ligabue" è il racconto fotografico del viaggio percorso con il Liga nei vent’anni e oltre trascorsi insieme “su e giù da un palco” – Jarno dietro l’obiettivo, Luciano davanti, sempre più libero e autentico. In mostra saranno esposte 70 stampe in cornice, formato 40x30 cm, di scatti o sequenze che mostrano il musicista e cantante rock quasi sempre inconsapevole dell’obiettivo che lo inquadra, colto in attimi di pura verità, spesso sul palco durante i concerti ma anche in momenti che solitamente restano inediti per il pubblico (ma anche per il soggetto fotografato) in un infinito viaggio nella musica e nella vita. Inoltre ci saranno 7 ingrandimenti, formato 120 x 220 cm, una gigantografia formato 4 x 3 metri e una foto “del cuore” – il primissimo scatto di Jarno al Liga, risalente al 2001 e catturato non su un palco ma sul set del film "Da Zero a Dieci", scritto e diretto da Luciano. Ad arricchire la mostra a Mondovì, non mancheranno iniziative collaterali per i visitatori e in particolare per i fan di Ligabue, il quale – vale la pena ricordarlo – il 17 giugno, proprio pochi giorni dopo l’inaugurazione, farà tappa all’Allianz Stadium di Torino con il suo tour Certe Notti 2026.
Il filo impalpabile che guida il percorso raccontato da "All Areas - Luciano Ligabue" è dato da ispirazione e visione, unite al raro dono di saper scomparire dietro l’obiettivo, caratteristiche che fanno di Jarno Iotti il fotografo capace come nessun altro di cogliere l’attimo fuggente nell’anima del musicista amico e concittadino.
Luciano Ligabue nell’introduzione alla mostra commenta così: «Jarno mi è stato vicino per tanto tempo e, conoscendomi così bene, è riuscito a ritrarmi nella mia versione più vera, quella in cui “non sento” la macchina fotografica. Il risultato lo potete vedere in questa mostra di cui sono molto felice non tanto per me come soggetto (ma sì, poi, anche quello), quanto per lui come autore. E devo ringraziarlo perché questa serie di scatti sono una specie di diario che non ho scritto io, ma che, ricordandomi dove sono stato e che cosa ho fatto, mi muove profonde emozioni».
Le fotografie esposte sono corredate e commentate da 18 aneddoti che riguardano alcuni scatti a cui l’autore è particolarmente legato e dall’emozionata introduzione scritta da Luciano Ligabue dopo avere visto le foto, dalla quale riportiamo un altro passaggio: «Poi si è specializzato nelle foto dei nostri live. Lì non c’erano pose che dovevo tenere e il suo obiettivo puntato non lo vedevo quasi mai. Quelle foto me le mostrava con orgoglio. Mi piacevano sempre di più. Raccontavano la verità».
L’evento, unico appuntamento per il nord Italia, sarà protagonista della sezione Movì Cult del Movì Music Festival, che raccoglie iniziative culturali di prestigio con l’obiettivo di approfondire i linguaggi della musica contemporanea attraverso fotografia, arti visive, incontri e talk dedicati.
«Un viaggio fotografico ed emozionale nel cammino artistico di uno dei più grandi interpreti della musica italiana - il commento del sindaco Luca Robaldo e dell’assessore alle manifestazioni Alessandro Terreno - per un progetto espositivo che conferma l’autorevolezza culturale del Movi Cult. Grazie all’esposizione All Areas - Luciano Ligabue di Jarno Iotti, la nostra città si prepara ad ospitare una mostra capace di raccontare il dietro le quinte dell’artista e dei suoi fan. Uno straordinario intreccio tra il lato musicale e quello più umano, per una proposta artistica in perfetto dialogo metaforico con le pregresse mostre di Henry Ruggeri e Marky Ramone. Mondovì 2026 dopo Correggio 2024, allora, per una simbiosi fotografica che testimonia la vivacità del mondo provinciale che accomuna le rispettive comunità e che ha profondamente influito nel percorso creativo di Ligabue».
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