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13 Marzo 2026 - 15:56
L’ennesima impennata del prezzo del gasolio sta mettendo sotto pressione il settore dell’autotrasporto italiano. Alla base dei rincari vi è anche il nuovo scenario geopolitico internazionale: la guerra in Medio Oriente e le tensioni nell’area del Golfo Persico stanno alimentando una forte instabilità nei mercati energetici, con effetti immediati sui carburanti utilizzati quotidianamente dalle imprese di trasporto.
Negli ultimi giorni il prezzo del petrolio è tornato a crescere rapidamente, superando anche la soglia dei 100 dollari al barile, con rialzi molto significativi nel giro di una sola settimana. Una dinamica che si riflette direttamente sui prezzi alla pompa: in Italia il gasolio ha registrato aumenti rilevanti, arrivando in media attorno a 1,86 euro al litro.
Il Presidente Confcommercio provinciale Danilo Rinaudo sottolinea come il caro gasolio sta mettendo seriamente in difficoltà le imprese di autotrasporto, un settore strategico per il funzionamento dell’intera economia. L’aumento dei costi del carburante incide pesantemente sui bilanci delle aziende e rischia di compromettere la sostenibilità di molte attività, con inevitabili ripercussioni su tutta la filiera della distribuzione delle merci.
Come Confcommercio riteniamo necessario aprire un confronto concreto con le istituzioni per individuare misure che possano sostenere il comparto e garantire condizioni operative più stabili. Difendere l’autotrasporto significa tutelare non solo le imprese del settore, ma l’efficienza del sistema economico e commerciale del nostro territorio.
Gli fa eco il Presidente FAI Cuneo Giuseppe Bernocco, Amministratore delegato di Ballario Trasporti srl. Bernocco evidenzia che il rapporto tra il costo chilometrico e il prezzo dei trasporti è da molto tempo diventato un problema strutturale e insostenibile per le aziende di autotrasporto. L’attuale scenario geopolitico in Medio Oriente incide sul prezzo del gasolio, tra le principali voci di costo (30-40% del totale).
Si stima un aumento di oltre 1.000 – 1.500 euro al mese per ogni camion, che potrebbero salire fino a 2.000 euro se la crisi perdura. Le nostre imprese riscontrano difficoltà a scaricare i maggiori costi (che oltre al carburante annoverano certamente anche materie prime, gomme, costo dei mezzi, concorrenza sleale dei vettori stranieri…) sulle tariffe finali, rendendo il rapporto costo-chilometro ormai fuori controllo.
Il responsabile Area Trasporti e Logistica di Confcommercio provincia di Cuneo Dr. Gabriele Bracco tiene a precisare che "il comparto garantisce quotidianamente la movimentazione delle merci. L’autotrasporto rappresenta l’infrastruttura invisibile dell’economia: oltre l’80% delle merci in Italia viaggia su strada. Quando aumentano i costi del carburante, l’intera filiera logistica ne risente. Il rischio concreto è quello di una progressiva perdita di competitività per molte aziende del settore, in particolare per le piccole e medie imprese che costituiscono l’ossatura dell’autotrasporto italiano. È indispensabile, prosegue Bracco, un’azione tempestiva da parte delle istituzioni per evitare che il peso della crisi energetica ricada esclusivamente sulle imprese del settore. In particolare, è necessario rafforzare le misure di compensazione sui costi del carburante, stabilizzare i meccanismi di rimborso delle accise per le imprese di autotrasporto e garantire giuridicamente la piena attuazione degli strumenti contrattuali che permettano l’adeguamento automatico dei corrispettivi di trasporto ai costi energetici. Inoltre, occorre perseguire politiche strutturali che accompagnino la transizione energetica senza compromettere la sostenibilità economica delle imprese”. Il Segretario Fai Cuneo Franca Bosio, precisa che “negli ultimi giorni molti operatori dell’autotrasporto, con il gasolio salito di circa 20- 50 centesimi al litro nell’ultima settimana, sono costretti ad anticipare liquidità per continuare a lavorare. Senza interventi di sostegno urgenti, il rischio concreto è che diverse imprese siano costrette a ridurre l’attività o fermare i mezzi”.
Difendere la logistica significa difendere l’economia
Le crisi internazionali dimostrano quanto il settore dell’autotrasporto sia esposto agli shock energetici globali. Per questo motivo è necessario riconoscere il ruolo strategico delle imprese del trasporto merci, che ogni giorno garantiscono la continuità delle filiere produttive, la distribuzione dei beni e l’approvvigionamento dei territori.
Sostenere l’autotrasporto oggi significa tutelare non solo un comparto economico fondamentale, ma l’intero sistema produttivo del Paese.
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