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18 Marzo 2026 - 15:51
Alcuni video pubblicati sui social network, nei quali un giovanissimo maneggiava un’arma apparentemente reale, hanno fatto scattare l’immediato intervento dei Carabinieri di Cengio. Alcune segnalazioni, giunte attraverso le applicazioni social delle forze dell’ordine, hanno condotto a una perquisizione domiciliare, conclusasi con il sequestro di due pistole scacciacani, una delle quali priva del previsto tappo rosso, elemento essenziale per distinguerla da un’arma vera.
I fatti risalgono ad alcuni giorni fa, quando i militari della Stazione Carabinieri di Cengio, con il supporto del Nucleo Operativo della Compagnia di Cairo Montenotte, hanno eseguito una perquisizione personale e domiciliare nei confronti di un giovane residente in Val Bormida. L’attività è scaturita da tre segnalazioni anonime, nelle quali veniva indicato, con non poca preoccupazione, che un ragazzo deteneva armi da fuoco nei pressi della propria abitazione.
Le operazioni dei militari hanno avuto esito positivo. Il giovane, fin da subito collaborativo, ha indicato spontaneamente ai Carabinieri il luogo in cui custodiva le due pistole scacciacani. Una delle due era priva del tappo rosso, dispositivo obbligatorio che consente l’immediata identificazione dell’oggetto come replica non offensiva e la cui assenza può generare grave allarme sociale, rendendo l’arma indistinguibile, a prima vista, da una pistola vera.
Nel corso degli accertamenti, il ragazzo ha confessato di aver realizzato, nei giorni precedenti, alcuni video poi diffusi sui social network, nei quali maneggiava proprio la replica priva del dispositivo di sicurezza. Una bravata, che però ha originato le segnalazioni pervenute ai Carabinieri, a dimostrazione di come comportamenti imprudenti, anche se compiuti senza consapevolezza delle conseguenze, possano generare situazioni di allarme sociale e richiedere l’intervento delle autorità.
Dell’accaduto è stata immediatamente informata la competente Autorità Giudiziaria. Il giovane, pertanto, è stato indagato per l’ipotesi prevista dall’articolo 4 della legge 110 del 1975, con contestuale sequestro delle armi.
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