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20 Marzo 2026 - 17:39
Nel riquadro, l'assessore regionale Paolo Bongioanni
Una giornata di confronto attorno alle prospettive, incognite e futuri scenari del nuovo Piano Strategico 2028-34 della Pac, la Politica agricola comune dell’Unione Europea. Il seminario Futura Pac. La Pac post-2027 alla prova dei fatti - organizzato dalle Regioni Piemonte, Lombardia, Liguria e Valle d’Aosta con il supporto di Crea e Rete Rurale Pac - ha riunito giovedì 19 marzo al Grattacielo della Regione Piemonte oltre 300 tra amministratori pubblici, esperti di settore, dirigenti e funzionari della Commissione europea, associazioni di categoria e istituti di ricerca. Quello di Torino è il primo di 4 incontri itineranti sul tema, in programma nei prossimi mesi in altre regioni italiane.
A presiedere i lavori l’assessore al Commercio, Agricoltura e Cibo, Turismo, Sport e Post-olimpico, Caccia e Pesca, Parchi della Regione Piemonte Paolo Bongioanni. Sono intervenuti gli assessori all’Agricoltura della Regione Lombardia Alessandro Beduschi, della Regione Liguria Alessandro Piana e della Regione autonoma Valle d’Aosta Speranza Girod, il Capo Unità della direzione generale della Commissione Europea Filip Busz e i direttori delle Autorità di Gestione delle Regioni Basilicata e Veneto. In collegamento video il Ministro dell’Agricoltura, Sovranità Alimentare e Foreste Francesco Lollobrigida e il direttore di Agea Fabio Vitale.
«Nella marcia di avvicinamento e messa a punto della nuova Pac - annuncia l’assessore Bongioanni - il Piemonte è disponibile a guidare il coordinamento delle Regioni del Nord-Ovest con Lombardia, Liguria e Valle d’Aosta nell’interlocuzione con il Masaf e quindi con l’Europa. Di fronte alla prospettiva della Commissione, ufficializzata lo scorso 16 luglio 2025, di affidare la nuova Pac a un fondo unico che per il settennio 2028-34 assorbirà tutti i diversi fondi Ue come Feaga, Feasr e altri fondi di coesione, si fa concreto il rischio che il ruolo delle Regioni venga decisamente ridimensionato nella programmazione e si limiti solo più a funzioni di mera attuazione di quanto deciso altrove. Per questo dobbiamo rafforzare la nostra capacità di fare governance a più livelli, per difendere il ruolo dei territori contro il rischio di un nuovo accentramento e dell'aumento di una burocrazia europea poco sensibile alle esigenze dei nostri agricoltori. Ringrazio il ministro Lollobrigida perché prontamente si è impegnato a reintegrare con fondi nazionali le risorse che erano state depauperate dall’Unione Europea, per le azioni che insieme al governo Meloni è riuscito a far recepire dall'Ue anche come incremento di fondi garantendo l'integrità delle risorse destinate all'Italia e perché ha confermato l’impegno a sostenere gli agricoltori italiani e piemontesi in questo percorso».

Sono numerose le incognite che la nuova Pac in itinere presenta al mondo agricolo italiano e piemontese. Nelle linee delineate dall’Ue, la nuova Pac potrà contare su una dotazione prevista di 294 miliardi di euro, nettamente inferiore a quella di 387 miliardi della Pac 2023-27. Sebbene sia già stata annunciata la dotazione a livello complessivo Ue di altri 45 miliardi dal 2028 sotto forma di fondi per la revisione intermedia e ulteriori 48 miliardi per l’obiettivo rurale, la nuova Pec sarà integrata nei cosiddetti Piani di Partenariato, che unificheranno in un fondo unico tutti i fondi europei precedenti, con una governance inevitabilmente complessa con il coinvolgimento di più Ministeri e il rischio di un coordinamento macchinoso. La stima del budget della futura Pac per l’Italia è di una dotazione di circa 41 miliardi, destinati per 31 miliardi al sostegno del reddito degli agricoltori (attuale Feaga, “Primo Pilastro Pac”), 5 miliardi per lo sviluppo rurale (Programmi Leader, Akis, Cooperazione) e 4,7 da allocare.

Questo tema è stato fra i principali al centro dell’incontro, come spiega il direttore Agricoltura della Regione Piemonte Paolo Balocco: «Sono molto soddisfatto della giornata di ieri perché è stato il primo momento significativo di confronto fra le quattro Regioni, con il contributo del Ministro Lollobrigida e la Commissione europea rappresentata al massimo livello dal Capo Unità Filip Busz. Abbiamo affrontato aspetti tecnici e approfondito dettagli sulla futura politica agricola comune, avendo come denominatore fra le Regioni la criticità sull’impostazione del cosiddetto Fondo Unico e sulla sua governance. Saremo in grado di partire il 1° gennaio 2028 con il coordinamento a regime tra i diversi Ministeri e le varie Regioni, ognuna con un proprio timing di spesa, meccanismi e obiettivi differenti? Il direttore Busz e gli altri funzionari della Commissione hanno registrato le nostre preoccupazioni e criticità e si sono impegnati a riportarle e a fare gli opportuni approfondimenti con gli altri organi della Commissione».
Un punto nodale che la nuova Pac dovrà affrontare in modo efficace è il ricambio generazionale e l’accesso dei giovani all’impresa agricola, affrontato nell’intervento di Balocco e della vicedirettrice Sviluppo rurale della Regione Piemonte Anna Valsania: «Abbiamo posto il tema specifico perché rischiamo un’agricoltura che non avrà più agricoltori. Negli articoli 14 e 16 della bozza attuale sono già contemplate misure specifiche per i giovani, ma non basta buttare benzina nel serbatoio. Erogare contributi a un giovane perché apra un’azienda agricola in un’area montana ma senza strade, servizi, commercio, infrastrutture non ha senso. La soluzione è quella cui stiamo guardando in Piemonte: connettere in un volano virtuoso produzioni di qualità, turismo, enogastronomia e diversificazione. Creare, insomma, le condizioni per un insediamento realmente sostenibile».
Sono intervenuti al convegno anche i rappresentanti di Coldiretti, Cia, Confagricoltura, Coopagri, Confcooperative, Anci, Uncem, Lipu, Legambiente, Aral, Assopiemonte Leader, Institut agricole, Ires Piemonte, Cersaa, Ersaf, Ismea, Crea.
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