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21 Marzo 2026 - 12:51
La festa per il gol del raddoppio di Giobergia
È mancata solo la ciliegina sulla torta, eppure per l’obiettivo finale serve solo un piccolo passo in più. C’è stato tutto: il pubblico delle grandi occasioni, gli auguri allo storico presidente Valter Rosa, una bella partita, un eroe in campo e i fuochi d’artificio alla fine. La trepidante attesa per il risultato finale della Virtus Busca purtroppo non è stata premiata (i gialloneri hanno ribaltato lo JAC), ma va bene così. Il Trinità è pronto a festeggiare la vittoria del campionato e a brindare al ritorno in Seconda categoria dopo una lunga assenza.

Il Roata Rossi era l’ultimo grosso scoglio da superare per mettersi alle spalle gli ultimi patemi d’animo e la squadra di Ferrero ne è uscita alla grande, con un secco 4-0, in una gara comunque ricca di contenuti e pure un po’ pazzerella.
Bellissima la cornice della serata con un paese riunito intorno alla sua squadra: tanta gente a bordocampo, pubblico rigorosamente in piedi sulla tribuna, fumogeni e tifo indiavolato. E i padroni di casa non si sono certo fatti pregare spingendo sull’acceleratore fin dai primi minuti. Un approccio che probabilmente ha fatto la differenza per spaventare una Roata Rossi che ha faticato ad uscire dal guscio, anche quando gli episodi sembravano girare a suo favore.
Pronta via e serve subito una doppia parata di Fornaro, la seconda su Rocca, per salvare il risultato, ma al 12’ Giobergia fa la sua prima magia: girata e conclusione dalla distanza a fil di palo che fa il pieno di applausi. È il primo dei tre gol della serata per un bomber di razza che in questa stagione ha veramente fatto il botto con 35 gol segnati, divisi quasi equamente tra Caramagna (17) e Trinità (18). Per gli amanti dei numeri: in tre stagioni Giobergia ha messo a segno 77 reti, e mancano ancora due partite. Gol e assist, come quello per Pala che manca il raddoppio poco dopo.
Trinità pericoloso anche da calcio d’angolo prima di un finale di tempo tutto da dimenticare. A cominciare dall’espressione blasfema sfuggita a capitan Rovere che lascia la squadra in dieci uomini, poi, in uno scontro fortuito, Borda azzoppa Lupinacci. Dall’altra parte Dutto inquadra debolmente la porta, ma al sesto dei sette minuti di recupero ancora Giobergia si invola in area e sigla un raddoppio che sa di sentenza. Uno scatto sul filo del fuorigioco, probabilmente oltre in un match comunque ben diretto dall’arbitro.
Ritmi che si abbassano nella ripresa, anche se Giobergia sfiora subito il tris. La difesa di casa lascia solo due mezze occasioni a Barale, ma pure con l’uomo in meno il Trinità ha il pieno controllo della situazione ed impedisce ai cuneesi anche solo di avvicinarsi all’idea di riaprire la contesa. Appena passato il novantesimo l’apoteosi di Giobergia si completa con altre due incursioni che sanno tanto di definitiva consacrazione.

Il ritorno di Giobergia e Rocca nel mercato di riparazione ha certamente fatto la differenza, ma il Trinità ha costruito le sue fortune anche con una gran difesa (la migliore, numeri alla mano, per distacco) e la forza di un collettivo costruito in casa e pronto a nuove sfide. «Siamo vicini a chiudere un cerchio, sia a livello mio personale che per la società. Il gruppo e tutto l’ambiente si meritano questo traguardo» dichiara mister Ferrero.

TRINITÀ 4
Rovere 5, Silivestro 6.5 (84’ Rosa), Fall 6.5, Gallo 8, Mellano 6.5 (66’ Salzotto 6), Burdisso 7, Lupinacci 6 (43’ Lingua 7), Rocca 7.5, Borda 6 (73’ Damilano sv), Pala 6 (35’ Calandri 7), Giobergia 9. All. Ferrero
ROATA ROSSI 0
2RG ROATA ROSSI. Fornaro 6.5, Castellino 6.5 (75’ Bertola), Lerda 5.5 (55’ Silvestro), Dotta 5.5, Bontempo 6, Ruka 6.5 (66’ Perfetti), Hernandez 6.5, Dutto 6, Barale 5.5, Licata 6, Bagnis 5.5 (46’ Mollo). All. Vigna.
RETI. 12’, 45’+6, 91’ e 93’ Giobergia (T).
ESPULSO. 34’ Rovere (T).
ARBITRO. Giordana di Cuneo 6.5
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