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Il cavallo di Napoleone arriva in paese, per ricordare il passaggio del condottiero

La sontuosa opera del "maestro delle chiavi", Franco Sebastiano Alessandria, in esposizione a Casa Ravera

Il cavallo di Napoleone arriva in paese, per ricordare il passaggio del condottiero

Il cavallo di Napoleone a Bene Vagienna e, nel riquadro, Franco Sebastiano Alessandria

A Bene Vagienna, arte e memoria storica si incontrano in un evento di grande suggestione ospitato negli spazi di Casa Ravera. Promossa dall’Associazione Amici di Bene, la mostra “Il cavallo di Napoleone” celebra il legame tra territorio, storia e creatività contemporanea, offrendo al pubblico un’esperienza intensa e profondamente evocativa.

Protagonista dell’esposizione è Franco Sebastiano Alessandria, il noto “maestro delle chiavi”, artista capace di trasformare oggetti del passato in opere dal forte valore simbolico. Le sue creazioni, forgiate assemblando antiche chiavi in ferro e robuste serrature, raccontano storie di memoria, accesso e mistero, evocando mondi nascosti e identità perdute.

Il fulcro della mostra è “Marengo”, il celebre cavallo di Napoleone Bonaparte, qui reinterpretato in una straordinaria scultura a grandezza naturale. Diversamente dalle sue opere più note, Alessandria ha scelto per questa creazione una tecnica diversa: una speciale malta cementizia modellata con sensibilità plastica, arricchita da inserti di antiche chiavi in ferro che compongono dettagli suggestivi come la criniera e la coda. Il risultato è un’opera potente, che unisce solidità materica e poesia simbolica.

Ma “Marengo” non è solo una scultura: è il compimento di un’immagine interiore coltivata per tutta una vita. Durante la sua infanzia difficile, in orfanotrofio a Cherasco, il giovane Franco ascoltava dalle suore un racconto capace di accendere la sua immaginazione. In un viale alberato, un grande ramo spezzato – sostenuto da un robusto supporto – veniva indicato come il segno del passaggio del cavallo di Napoleone, che lì si sarebbe liberato, con forza straordinaria.

«Vedevo allora il forte destriero agitarsi, sbuffare, nitrire e tirare la corda fino a spezzare il ramo», racconta l’artista. «Un’immagine che veniva amplificata dalla mia fantasia di bambino e che mi sono portato dentro per sessant’anni, prima di farla uscire fuori, prima di renderla reale, con questo cavallo».

La mostra, allestita nella suggestiva cornice di Bene Vagienna è un viaggio tra memoria personale e storia collettiva. Il passaggio di Napoleone nel territorio – avvenuto nel 1796 – rivive così attraverso l’arte, trasformandosi in racconto, emozione e identità.

Un evento che unisce cultura, territorio e creatività, capace di parlare al cuore dei visitatori e di lasciare un segno duraturo, proprio come le chiavi antiche che compongono le opere del maestro Alessandria: simboli di porte che, ancora oggi, possono essere aperte.

Il cavallo di Napoleone a Bene Vagienna viene ufficialmente presentato domenica 29 marzo e resterà visibile fino al 31 maggio. 

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