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30.000 euro per un progetto sul Kyè: la lingua come carattere identitario del territorio

Fondazione CRC assegna 100.000 euro al progetto "Crescere comunità insieme": 60.000 per innovazioni educative e sperimentazione sui bisogni educativi speciali con Asl Cn1, 30.000 per valorizzare la lingua e le tradizioni del Kyè nei Comuni del Mondolè.

30.000 euro per l'identità linguistica del territorio: il Kyè come carattere identitario del territorio

Nel tondo l'assessore Elisabetta Baracco

Al termine dei tre anni del progetto “Crescere comunità insieme in Unione montana del Mondolè” nell’ambito del bando “Comunità in rilievo”, la Fondazione CRC ha assegnato la premialità da 100.000 euro, fondi extra che potranno essere investiti ancora sui temi chiave del progetto, entro ottobre 2027. Così 60.000 euro di questi fondi saranno destinati alle azioni caratterizzanti del progetto, con un’iniziativa innovativa dedicata alla Scuola dell’infanzia e alla Primaria in collaborazione con l’Asl Cn1. La Neuropsichiatria collaborerà con i plessi per una sperimentazione dedicata ai Bisogni Educativi Speciali, mettendo a fuoco iniziative specifiche per aggiornare gli strumenti con cui si assistono e monitorano gli alunni, per mettere in campo strategie efficaci. 30.000 euro invece sono stati destinati ad una progettazione relativa alla tradizione linguistica del Kyè, coinvolgendo anche i Comuni di Roccaforte, Frabosa Soprana e le Associazioni Kyè + di Roccaforte, Miroglio e il Kyè di Frabosa Sottana ed E kyè di Fontane.
«L’idea è quella di mettere a sistema il lavoro fatto dalle Associazioni – spiega l’assessore Elisabetta Baracco di Frabosa Sottana – e costruire insieme un progetto unico e coordinato, che faccia leva sul Kyè come retroterra comune per il territorio e per la sua cultura. In questo modo sarà possibile proporre iniziative in grado di mettere in risalto il dato linguistico anche come caratterizzante l’identità del territorio dei tre Comuni, valorizzandone così cultura, usi e tradizioni. Tra i progetti in cantiere potrebbe esserci anche una mappatura precisa delle borgate che fanno parte del territorio, anche con l’ausilio di droni, e della loro toponomastica, al fine di preservare una memoria che, con il passare del tempo e il venir meno dei testimoni, rischia di perdersi per sempre. Inoltre, un’altra possibilità è quella di partecipare al bando dedicato alle minoranze linguistiche della Regione Piemonte. In questi giorni si terranno le prime riunioni con le varie componenti del progetto e vediamo cosa emergerà».

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