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30 Marzo 2026 - 15:47
Cascina Rubina, Poirino, 27 marzo. Attivazione dei sistemi antibrina per limitare i danni causati dalle gelate tardive. Foto da Andrea Vuolo
L’inizio della settimana si apre con un nuovo peggioramento delle condizioni meteo sul Piemonte. Secondo quanto comunicato oggi, lunedì 30 marzo, dal meteorologo Andrea Vuolo, l’arrivo di una perturbazione dal Nord Europa riporterà vento intenso e un brusco calo delle temperature, con conseguenze dirette soprattutto per il comparto agricolo.
La discesa della perturbazione lungo il bordo orientale dell’anticiclone in rinforzo sulla Penisola Iberica favorirà condizioni di foehn tra il pomeriggio-sera di lunedì e gran parte di martedì.
Il vento si farà sentire con intensità significativa:
Le aree più esposte saranno le Alpi e le pianure settentrionali ed orientali, mentre il cielo si presenterà irregolarmente nuvoloso, con velature e addensamenti più consistenti lungo i confini alpini.
Il foehn potrebbe inoltre protrarsi a tratti fino a giovedì o venerdì su Alpi e zone pedemontane, mantenendo condizioni secche ma ventilate.
Dopo un temporaneo rialzo delle temperature nella giornata di lunedì, con massime fino a 18-20°C in pianura, è atteso un rapido cambio di scenario.
Tra martedì e mercoledì:
Il dato più critico riguarda però le temperature minime, previste in forte diminuzione al termine dell’episodio di foehn.
Tra le notti di mercoledì e giovedì:
Le zone maggiormente a rischio includono:
Questo nuovo episodio di freddo arriva in un momento particolarmente delicato: la piena fase di fioritura di molte colture tipiche del basso Piemonte.
Le gelate tardive rappresentano una minaccia concreta per:
Le temperature sottozero, soprattutto se accompagnate da cielo sereno e assenza di vento nelle ore notturne, possono causare danni irreversibili ai germogli e ai fiori, compromettendo la produzione stagionale.
La settimana proseguirà con condizioni ancora dinamiche:
Il quadro delineato da Andrea Vuolo evidenzia dunque una fase tipicamente primaverile ma insidiosa, dove vento e gelo tardivo tornano protagonisti, mettendo nuovamente alla prova il territorio e l’agricoltura piemontese.
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