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Decreto Fiscale, scoppia la protesta degli artigiani cuneesi

Confartigianato: «Tagli improvvisi e regole cambiate in corsa: a rischio investimenti e fiducia nel sistema»

Decreto Fiscale, scoppia la protesta degli artigiani cuneesi

Daniela Balestra, presidente di Confartigianato Cuneo

Un fulmine a ciel sereno si abbatte sulle imprese artigiane del territorio. Il recente Decreto Fiscale, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, accende la protesta di Confartigianato Imprese Cuneo, che denuncia un drastico ridimensionamento degli incentivi previsti dal Piano Transizione 5.0. Una decisione che, secondo l’associazione, rischia di compromettere seriamente la stabilità economica di molte aziende locali.

A esprimere tutta la preoccupazione del comparto è la presidente Daniela Balestra, che parla senza mezzi termini di una misura «fortemente penalizzante» per le imprese che hanno già investito nel 2025, confidando nel quadro normativo allora vigente. Il provvedimento introduce infatti un taglio del 65% del credito d’imposta richiesto e, soprattutto, esclude dagli incentivi gli investimenti in fonti rinnovabili, con particolare riferimento agli impianti fotovoltaici ad alta efficienza.

«Si tratta di un cambio di rotta che mette a rischio investimenti già effettuati da imprenditori che hanno creduto nell’innovazione e nella transizione green», sottolinea Balestra. «Alle imprese era stato garantito che chi avesse presentato domanda nei tempi previsti avrebbe avuto accesso agli incentivi. Oggi questa promessa viene meno, compromettendo il rapporto di fiducia con le istituzioni».

Il tema non è solo economico, ma anche strategico. Secondo Confartigianato, la riduzione degli incentivi rischia di bloccare proprio quel percorso di sviluppo sostenibile che il Piano Transizione 5.0 avrebbe dovuto favorire. «Drenare risorse a chi ha già investito significa mettere in crisi i piani finanziari delle imprese e frenare la crescita», prosegue la presidente.

Pur riconoscendo le difficoltà legate al contesto geopolitico internazionale, l’associazione ribadisce un punto fermo: il principio del legittimo affidamento non può essere messo in discussione. Le imprese, sostengono, hanno bisogno di certezze per programmare investimenti e innovazione.

Da qui la richiesta urgente al Governo: intervenire rapidamente con un correttivo immediato che ristabilisca condizioni di equità e affidabilità. «Servono certezza e fiducia – conclude Balestra – elementi indispensabili per sostenere la competitività del sistema produttivo e accompagnare davvero le imprese nei processi di innovazione e sostenibilità».

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