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Inceneritore: entro la metà di aprile pronto il bando. Ma dove si farà?

Il governatore della Liguria, Bucci ha annunciato tempi brevi: «Entro fine anno sarà scelto il progetto»

Inceneritore: entro la metà di aprile pronto il bando. Ma dove si farà?

Termovalorizzatore: il governatore della Regione Liguria, Marco Bucci, ha annunciato la pubblicazione del bando di gara entro la metà di aprile.

L’operazione, che prevede un investimento privato di circa 450 milioni di euro, mira a chiudere il ciclo dei rifiuti rendendo il territorio energeticamente più autonomo. Il bando durerà sino alla fine di giugno, sei le aziende che hanno già risposto alla manifestazione di interesse, le quali dovranno avere il consenso formale del territorio dove prevedono la realizzazione.

Quindi entro fine anno si arriverà alla scelta del progetto e del luogo; dopo di che le procedure amministrative dureranno circa un anno, mentre per i lavori sono previsti dai 2 ai 3 anni.

Secondo la Regione, l’impianto porterà benefici tangibili come la riduzione della Tari e nuove opere strutturali di compensazione, garantendo al contempo emissioni quasi nulle grazie alle moderne tecnologie. Bucci assicura: «con gli strumenti attuali non c’è praticamente inquinamento, pur capendo che la gente sia scettica.

Ma proprio riconoscendo certe criticità e gli errori del passato si può lavorare meglio garantendo in tal senso i cittadini». Il consenso del territorio resta una priorità, ma lo stesso governatore ribadisce: «Se non riusciremo a trovare nessuna ipotesi che può beneficiare del consenso del Comune ospitante, la scelta sarà allora disposta dalla Regione perché abbiamo bisogno di tale impianto».

Tuttavia, il “Coordinamento per il No” continua a ribadire la propria totale contrarietà, citando il precedente di Torino dove non si sarebbero verificati i cali sperati nelle bollette dei cittadini residenti. I contestatori sottolineano inoltre come un’ubicazione lontana dai grandi centri di produzione possa gonfiare i costi di trasporto, gravando sulla collettività invece di favorirla economicamente. Un altro punto di “scontro” riguarda l’indotto: i Comitati temono che i grandi capitali finiscano nelle tasche di multinazionali, lasciando alle imprese locali solo l’impatto negativo sul mercato immobiliare. Viene inoltre sollevato il tema del debito ambientale di aree già provate, come Cengio e Cairo Montenotte, che meriterebbero bonifiche prioritarie rispetto alla costruzione di nuovi siti industriali impattanti. La sfida resta dunque aperta tra la necessità di modernizzazione e le resistenze dei territori coinvolti.

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