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Adelasia, nuove piste nella Riserva: più sicurezza o meno natura?

Conclusi i lavori sulla viabilità forestale per velocizzare i soccorsi, ma scoppia la polemica: “Così si snatura un’area unica”

Adelasia, nuove piste nella Riserva: più sicurezza o meno natura?

Si è concluso con il sopralluogo finale della Regione Liguria l’intervento di adeguamento della viabilità interna alla Riserva naturale regionale Adelasia, un’area protetta strategica per la tutela ambientale della Val Bormida. L’opera, finanziata nell’ambito del Programma di sviluppo rurale (PSR) - sottomisura 8.3, dedicata alla prevenzione dei danni alle foreste, è ora pienamente operativa e transitabile, assumendo un ruolo centrale nelle attività di prevenzione e contrasto agli incendi boschivi.

L’intervento, realizzato dalla Provincia di Savona, ha previsto il ripristino e la messa in sicurezza della rete di piste forestali che attraversa i circa 1.273 ettari della Riserva, un territorio di elevato valore naturalistico, caratterizzato da una ricca biodiversità botanica e faunistica. La riqualificazione della viabilità consente oggi un accesso più rapido ed efficiente ai mezzi di soccorso, riducendo i tempi di intervento in caso di emergenza e rafforzando concretamente le azioni di prevenzione.

Si tratta di un investimento che guarda non solo alla gestione delle emergenze, ma anche alla tutela nel lungo periodo di uno dei polmoni verdi più rilevanti dell’entroterra ligure. In un contesto climatico segnato da estati sempre più calde e periodi di siccità prolungata, la capacitò di intervenire tempestivamente diventa infatti un fattore determinante per la salvaguardia del patrimonio naturale e per la sicurezza delle comunità locali.

Interventi fortemente criticati dall’Associazione Wilderness che da anni «difende» la tutela dell’Adelasia: «Per quanto noto, incendi in questa Riserva non si sono mai verificati (l’unico risale ad almeno 60 anni or sono, e fece pochissimi danni); senza ignorare che, comunque, in una Riserva Naturale va tenuto presente che non sempre gli incendi sono un danno, e non poche volte sono proprio essi i creatori e miglioramento di biodiversità – spiega il segretario generale Franco Zunino –. Quindi il cosiddetto “investimento” vantato dalla Provincia di Savona dovrebbe piuttosto leggersi come “investimento per facilitare il trasporto del legname che si sta estraendo e probabilmente si prevede di estrarre in futuro”, quindi per “facilitare il profitto ricavabile con il taglio degli alberi! Per cui, in realtà, con queste opere non si “contribuisce alla tutela del territorio”, né tanto meno alla difesa dei suoi valori naturalistici e di biodiversità, ma si sta azzerando sempre più quella che era una vera priorità di tutela ed un vero prioritario valore: la più vasta area priva di strade motorizzabile con mezzi a quattro ruote dell’intera Valle Bormida! Un valore che, abbinato a quello biologico e di biodiversità, faceva assurgere questa Riserva tra i primi posti, almeno della Liguria, per il suo valore complessivo di area naturale protetta».

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