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06 Aprile 2026 - 18:16
Il ponte come si presenta ora
A distanza di due mesi dal cedimento improvviso, era la mattinata del 7 febbraio, ora il ponte sarà abbattuto e ricostruito. Dopo la voragine apertasi all’alba – fortunatamente senza conseguenze – in questi giorni gran parte della struttura è stata rimossa. Oggi resta soltanto lo scheletro dell’infrastruttura, segno tangibile dell'intervento ormai inevitabile.
La parte centrale del ponte è stata eliminata, ma – come sottolineato dal sindaco Nicola Schellino – si tratta di un’operazione preliminare alla realizzazione del nuovo collegamento. Nel frattempo la strada tra il Santuario di Sant’Anna e località Massimino resta chiusa «a tempo indeterminato», sia per i pedoni sia per i veicoli, con il traffico deviato sui due percorsi alternativi.
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Sul fronte economico, sono in corso interlocuzioni positive con la Regione per garantire la copertura finanziaria dei lavori. A breve si passerà alla quantificazione della spesa e all’affidamento dell’incarico a un progettista. L’obiettivo è chiaro, arrivare alla costruzione di un ponte moderno, idoneo anche al passaggio dei mezzi agricoli e pienamente funzionale. Non una soluzione "a tempo".
L’episodio aveva destato forte preoccupazione. Intorno alle 5 del mattino di sabato 7 febbraio, sul piccolo ponte lungo la strada di campagna a Sant’Anna del Bosco di Carrù si era aperta una profonda voragine. A dare l’allarme era stato un giovane automobilista diretto al lavoro, che si era ritrovato con il cerchione dell’auto danneggiato. Un episodio che, per dinamica e orario, avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi, considerando il passaggio anche di trattori e mezzi agricoli.

Nelle ore successive era scattata l’ordinanza di chiusura “a tempo indeterminato” della strada, valida per tutte le categorie di utenti. Sul posto erano intervenuti i Vigili del fuoco di Mondovì e i Carabinieri per mettere in sicurezza l’area e verificare le condizioni della struttura.
Il ponte, risalente a circa 100-150 anni fa, era già sotto osservazione insieme a un secondo manufatto poco distante, nell’ambito dei monitoraggi richiesti a livello nazionale dopo il crollo del ponte Morandi a Genova. Nonostante la partecipazione a diversi bandi negli anni, non erano mai stati ottenuti finanziamenti sufficienti per un intervento strutturale.
Dopo i primi sopralluoghi tecnici e i confronti con la Regione, la strada più probabile si è confermata quella della demolizione e ricostruzione completa, accompagnata dalla pulizia dell’alveo. Restano da definire le tempistiche per il ripristino definitivo della viabilità.
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