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07 Aprile 2026 - 17:12
Il giorno dopo Pasquetta restituisce, ancora una volta, immagini che si ripetono puntuali: parchi, spiagge e aree verdi invasi da rifiuti, in gran parte plastica monouso. Bottiglie, piatti, bicchieri e imballaggi abbandonati trasformano momenti di convivialità in criticità ambientali diffuse, rendendo evidente quanto il problema sia radicato non solo nei comportamenti individuali, ma nel sistema nel suo complesso. Una fotografia che arriva a poche settimane dall’11 marzo, quando la Commissione Europea ha aperto una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia per il recepimento non corretto della Direttiva SUP (Single Use Plastics) 2019/904, richiamando l’attenzione sulla necessità di rafforzare l’efficacia delle misure adottate contro la plastica monouso.
Plastic Free Onlus, associazione impegnata dal 2019 nel contrasto all’inquinamento da plastica e oggi presente in oltre 40 Paesi, evidenzia come la direttiva europea rappresenti uno strumento strategico per ridurre la dispersione di rifiuti plastici nell’ambiente, stimolare l’innovazione verso alternative sostenibili e responsabilizzare l’intera filiera, dai produttori ai consumatori. Nel recepimento italiano, tuttavia, alcuni aspetti risultano migliorabili, in particolare per quanto riguarda l’estensione delle deroghe – soprattutto su alcune bioplastiche – la definizione dei prodotti vietati e l’uniformità nell’applicazione delle misure.

“Questa procedura rappresenta un’occasione per fare un passo avanti e rafforzare l’impianto normativo – dichiara Luca De Gaetano, Presidente e Fondatore di Plastic Free Onlus –. La Direttiva SUP nasce con l’obiettivo di accompagnare un cambiamento concreto nei modelli di produzione e consumo, e può diventare uno strumento ancora più efficace se sostenuta da scelte chiare e condivise”.
Secondo l’associazione, il tema va affrontato su più livelli: ambientale, culturale e infrastrutturale. Senza sistemi adeguati di gestione dei rifiuti, controlli efficaci e una sensibilizzazione diffusa, la plastica continua a disperdersi nell’ambiente, frammentandosi in microplastiche persistenti, con effetti sempre più rilevanti sugli ecosistemi e persino sull’uomo.
Nel mirino della Commissione Europea anche un aspetto procedurale: l’Italia avrebbe adottato la normativa senza rispettare pienamente le regole sulla trasparenza del mercato interno previste dalla direttiva 2015/1535, limitando il confronto con gli altri Stati membri.
Plastic Free sottolinea come questa fase possa trasformarsi in un’opportunità concreta per rafforzare la normativa nazionale, accompagnando le istituzioni in un percorso di miglioramento continuo. L’associazione si rende disponibile a collaborare attivamente con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, mettendo a disposizione la propria esperienza sul territorio per supportare le scelte future e contribuire alla diffusione di comportamenti più sostenibili tra i cittadini.
All’indomani di giornate come Pasquetta, emerge con evidenza la necessità di intervenire a monte: ripensare produzione, distribuzione e consumo diventa essenziale per ridurre davvero l’impatto della plastica monouso. Un percorso che deve essere accompagnato da azioni concrete di sensibilizzazione, capaci di coinvolgere cittadini e imprese in un cambiamento reale e duraturo.
“In questo percorso Plastic Free è pronta a fare la propria parte – conclude Luca De Gaetano – affiancando le istituzioni, sostenendo le scelte che andranno nella direzione della sostenibilità e promuovendole attraverso il coinvolgimento diretto dei cittadini. Un impegno che porteremo avanti anche con il Plogging Day, in programma dal 18 al 22 aprile in occasione della Giornata della Terra. Solo lavorando insieme possiamo ottenere risultati duraturi e misurabili”.
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