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08 Aprile 2026 - 08:04
L'Ospedale di Mondovì
Quattro radiologi potrebbero lasciare l’Ospedale di Mondovì per quello di Alba. E il primario della Radiologia, dottor Roberto Priotto, in servizio a Mondovì da fine 2023, avrebbe già avanzato l’intenzione di tornare a Cuneo.
La Radiologia dell’Ospedale di Mondovì rischia di trovarsi dimezzata. Cosa sta succedendo?
L’impressione è di essere davanti a qualcosa di molto più significativo che a una normale serie di scelte professionali – che in ogni caso, prese tutte insieme, sarebbero comunque un segnale preoccupante. Quasi un segnale, o – per dirla in termini medici – un sintomo. Di cosa?
Una “crisi” vera per l’Ospedale di Mondovì, in una fase in cui già alcuni primari storici lasciano per età della pensione (il dottor Domenico Montù, 69 anni, direttore del Servizio di Igiene e Sanità Pubblica Asl CN1 è in pensione da fine marzo, il dottor Maurizio Arduino, responsabile del Centro Autismo e Sindrome di Asperger della Struttura dipartimentale Psicologia e Psicopatologia dello Sviluppo dell’Asl CN1 dovrebbe andare in pensione a fine anno). Circolano rumors su “riflessioni” da altri reparti: forse sono solo timori, perché sarebbe davvero grave dover fare i conti con perdite in altre strutture, come per esempio Chirurgia o Neurologia (oggi rispettivamente dirette dal dottor Andrea Gattolin e dalla dottoressa Maria Federica Grasso).
Una mazzata che va a toccare profondamente il servizio pubblico, già nel turbine a livello regionale per il tema delle liste d’attesa e per l’enorme polemica sul Piano sanitario. C’è tensione, fra i medici: anche perché la Radiologia è una struttura le cui attività – e, di rimando le problematiche – vanno a toccare tutta l’attività ospedaliera, dalla Chirurgia al DEA.
Partiamo dai fatti. Alcune settimane fa ben quattro medici radiologi dell’Ospedale di Mondovì (medici, non tecnici) hanno dato il concorso per essere assunti nel nuovo Ospedale dell’Asl CN2 di Alba-Verduno e sono risultati ai primi posti. Di questi quattro, a Mondovì, si dà per certo il trasferimento di almeno un paio (e in un caso specifico si tratta di un nome “storico” per il nostro Ospedale).
Più o meno nello stesso periodo sono arrivate le voci sulle dimissioni del primario, che avrebbe già avanzato richiesta di trasferimento dal “Regina Montis Regalis” al “Santa Croce” di Cuneo. Una situazione troppo impattante per non far “drizzare le antenne”. Come si può arrivare a una situazione in cui metà dei medici di un reparto (cinque su nove) hanno considerato, se non addirittura deciso, di lasciare?
Il direttore generale Asl CN1, Giuseppe Guerra: «Stiamo seguendo la situazione. Al momento ci risulta una sola lettera di dimissioni già presentata, ma siamo al corrente che ci sono medici che hanno vinto il concorso altrove, così come delle intenzioni del primario. Non mi risulta ci siano passi formali. Ho fissato un incontro col personale della Radiologia di Mondovì nei prossimi giorni».
Ma se è vero che – come si dice – questo scenario è l’epilogo di una serie di considerazioni, cosa si è fatto quando sono arrivate le prime avvisaglie? Guerra: «Posso dire che ci sono già stati alcuni incontri, nei quali mi era stata presentata una situazione lavorativa complicata che gravava troppo sul personale. Ho attivato una convenzione con Torino per garantire un supporto. Non abbiamo mai “tolto” nulla alla Radiologia Ospedale di Mondovì. Abbiamo aperto dei bandi. Se si presenteranno criticità coi radiologi che sceglieranno di andare altrove, le affronteremo. Stiamo avviando un nuovo concorso che porterà 2 nuovi cardiologi a Mondovì. Non mi risultano altri problemi».
Il tema delle difficoltà sul garantire la pianta organica – sui reparti, come sui DEA – è noto, non riguarda solo Mondovì né solo l’Asl CN1. Ma l’impressione, vista da fuori, è che tutto questo sia il segnale di qualcosa di più “grave”. Come se qualcuno, dall’Ospedale, volesse mandare un segnale.
La notizia ha suscitato apprensione fra i sindaci, in tutto il territorio. E anche se nessuno (per ora) fa dichiarazioni, si sa che ci sono stati scambi e telefonate. Non si può non tornare indietro, con la memoria, a quello che accadde un anno fa: quando le nomine dei Dipartimenti destarono un’enorme preoccupazione per il loro possibile “orientamento territoriale”. nei prossimi giorni lo scenario sarà più chiaro.
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