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09 Aprile 2026 - 17:23
Immagine realizzata con l'intelligenza artificiale
Un gesto di solidarietà che attraversa continenti e unisce comunità lontane, ma vicine nel cuore. È la storia che arriva dal Camerun e passa per Farigliano, dove la generosità di tanti ha contribuito a cambiare il destino di un giovane.
L’appello è partito da una Casa di accoglienza della Comunità Papa Giovanni XXIII, impegnata in missione nel Paese africano. Qui vive Paulin, un ragazzo non ancora trentenne, in gravi condizioni di salute e bisognoso di un delicato intervento chirurgico alla schiena.
Un’operazione dal costo di 900 euro: una cifra significativa per il Camerun, senza la quale non sarebbe stato possibile procedere.
La richiesta di aiuto ha attraversato l’Europa fino ad arrivare in Italia, trovando una risposta concreta nella comunità della Mellea di Farigliano, realtà consolidata della stessa Associazione.
A farsi portavoce dell’appello è stato il responsabile del complesso, Giona Cravanzola, che ha condiviso la situazione durante le celebrazioni delle festività pasquali al santuario.
La risposta non si è fatta attendere. Fedeli, cittadini fariglianesi e persone di buona volontà hanno dimostrato grande sensibilità, contribuendo con offerte spontanee. In pochi giorni sono stati raccolti ben 800 euro, una cifra determinante che ha permesso di avviare l’intervento chirurgico. L’operazione, fortunatamente, è riuscita con successo.
Un risultato che porta con sé non solo sollievo, ma anche un forte messaggio di speranza e umanità. «Anche qui le spese delle famiglie sono tante, i costi aumentano, la benzina è carissima, come la spesa per mangiare e le bollette – commenta Giona Cravanzola – ma nonostante tutto, quando c’è un bisogno concreto, le persone aprono il cuore e contribuiscono, ognuno per quello che può, non importa quanto sia la cifra».
Un episodio, in particolare, racchiude il senso profondo di questa solidarietà: «Ancora il giorno di Pasqua, dopo la celebrazione, una signora anziana ha voluto donare 20 euro per l’operazione, mettendo a disposizione ciò che poteva».
Giona, insieme alla comunità della Mellea e alla “Capanna”, esprime un sentito ringraziamento a tutti coloro che hanno partecipato. Un piccolo grande miracolo di comunità che dimostra come, anche in tempi difficili, la solidarietà sappia ancora fare la differenza.
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