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18 Aprile 2026 - 08:48
Arriverà solamente a fine anno la “Casa di comunità” per Mondovì: presidio medico che rappresenta - come specifica l’accordo siglato da FIMMG, SNAMI e SMI - una delle sedi in cui si svolge parte dell’attività oraria delle AFT, relativamente alle attività previste dal PNRR, garantendo l’integrazione con le medesime AFT, volte al potenziamento dell’assistenza territoriale”.
Verrà realizzata nella palazzina di via Torino dove una volta si trovava il SerD (Servizio dipendenze). I lavori sono cominciati un anno fa e sono interamente coperti col PNRR: si sarebbero dovuti concludere a metà 2026, ma slitteranno a causa di un intoppo strutturale (le solette).
Le case di comunità dell’Asl CN1 sono 9: Savigliano, Fossano, Saluzzo, Verzuolo, Ceva, Dogliani, Mondovì, Borgo San Dalmazzo, Dronero. L’accordo individua il fabbisogno orario per la copertura dell’attività oraria presso le stesse, in 60 ore settimanali dalle 8 alle 20 dei giorni feriali dal lunedi al venerdi.
La disponibilità allo svolgimento dell’attività oraria dei medici su base volontaria, prevista dall’accordo, in fase di prima applicazione è valida fino al 31 dicembre 2026, tacitamente rinnovata per ulteriori periodi di 6 mesi.
È stato siglato pochi giorni fa un importante accordo tra l’Asl CN1 e i sindacati dei medici di medicina generale, per l’introduzione dell’attività oraria nelle Case della Comunità, nelle more della definizione dell’attività oraria nelle Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT).
All’incontro erano presenti i direttori di Distretto: Gloria Chiozza per Nord-Ovest (Saluzzo) e Sud-Est (Mondovì-Ceva), Gianluca Saglione per il distretto Nord-Est (Fossano-Savigliano) e Luigi Domenico Barbero per l’area Sud-Ovest (Cuneo).
Il dg Asl CN1 Guerra: «Entro qualche mese avremo a disposizione tre ospedali di Comunità e otto delle nove Case della comunità; solo Mondovì andrà in "overbooking" (in ritardo, ndr), a causa di problemi di origine strutturale che si sono presentati nel corso dei lavori. Lo sforzo comune per raggiungere anche l’obiettivo odierno è stato importante e l’accordo raggiunto rappresenta veramente il coronamento di un grande progetto che ci consentirà di attivare le strutture e avviare un percorso nuovo, più completo, per una Sanità a misura di territorio».
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