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Un elefantino rosso nato in Italia arriva fino in Cina

La collana “QUID+” raggiunge anche l'altra parte del mondo

Un elefantino rosso nato in Italia arriva fino in Cina

Quanta differenza c’è tra “fare il genitore” in Italia o in Cina? Forse meno di quello che si pensa. Lo dimostra il fatto che da oggi le famiglie cinesi possono leggere i libri della collana “QUID+”: i “manuali per genitori”, così li possiamo definire, nati e scritti a Mondovì da Barbara Franco.

Ovviamente, tradotti e adattati: «Ma non “stravolti” – ci racconta l’autrice, mentre stringe tra le mani la prima “edizione cinese” dei suoi libri –. Perché la scienza ormai ci consente di dire che ci sono “linee guida” che… fanno parte della natura umana».

La Franco non nasconde l’emozione di vedere che il proprio lavoro è stato pubblicato letteralmente dall’altra parte del mondo. Partiamo dall’inizio: che cos’è “QUID+”? È una collana editoriale che si fonda sul presupposto che “bambini si nasce, ma genitori si diventa”.

L’intuizione della collana è quella di pubblicare libri che raccontano le normali fasi della crescita, dalla pappa ai rapporti sociali (e tanto altro), in un testo che ha due anime. Tutti i libri di “QUID+” hanno due parti. La prima è una storiella, adatta alle varie età di riferimento, con disegni e una narrativa che racconta scene quotidiane: bambini e bambine che affrontano la paura del dottore, che imparano a conoscere la rabbia, che giocano e “imparano i valori” della vita.

«La mia scelta – spiega l’autrice – è sempre stata quella di non utilizzare “animali antropomorfi”, ma di raccontare storie realistiche». La seconda parte è quella più “manualistica”, che parla ai genitori: ma che non si limita ai “consigli pratici”, bensì spiega gli studi pedagogici e scientifici che stanno alle spalle.

«Lo scorso anno i libri di “QUID+” sono stati tradotti in Germania – racconta Barbara Franco –, ma nel frattempo stavamo lavorando a qualcosa di molto importante: l’arrivo sul mercato cinese». Con un cofanetto di tre libri, quelli dedicati al momento in cui si deve passare “dal pannolino al vasino”. Escono per l’editore “Guangxi Normal University Press”.

Come fa un progetto come questo a... sbarcare in Cina? «I primi contatti risalgono al 2020 – ci spiega la Franco –. Come è ovvio, il Covid ha cambiato tutto. Sono contenta di aver avviato una collaborazione con un editore di prestigio, autorevole e unico: dà più solidità al progetto».

È stato difficile occuparsi della traduzione? «Ci sono due aspetti da tenere in conto: quello linguistico e quello culturale. Il primo è più semplice, anche perché le storie di questi libri non hanno molto testo. Il secondo è più complesso: bisogna tenere conto del contesto di riferimento, del tipo di illustrazioni, dei riferimenti culturali. Alcuni contesti sono ormai condivisi in tutto l’Occidente: Europa, Stati Uniti, Canada. Ma non è così per il mondo cinese o quello arabo, dove esistono culture diverse e riferimenti diversi». Non si può parlare di utilizzare i pannolini senza tenere conto di… come funziona il mercato dei prodotti per l’infanzia. Barbara precisa che i contenuti sono stati tutti revisionati ma non “censurati” né stravolti: la collana ha solo adattato il contenuto distribuendolo nei tre “volumetti” del cofanetto.

E così dopo la Germania (con editore KLETT, che ha anche invitato la Franco al “Frankfurter Buchmesse”, il Salone del Libro di Francoforte, il mercato asiatico… parla un po’ monregalese.

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