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I Carabinieri festeggiano i 108 anni del Maresciallo Capo Renato Quaglia

Classe 1918, durante la guerra venne internato in Germania e rimase prigioniero per 25 mesi ai lavori forzati

I Carabinieri festeggiano i 108 anni del Maresciallo Capo Renato Quaglia

La visita dei Carabinieri, questa mattina, in occasione del compleanno

Nella mattinata del 25 aprile 2026, il Comandante Provinciale dei Carabinieri di Cuneo, Colonnello Marco Piras, accompagnato dal Comandante della Compagnia di Mondovì e della locale Stazione, ha fatto visita al Maresciallo Capo Renato Quaglia.

In rappresentanza del Comandante Generale dell'Arma, presso la residenza per anziani “Fondazione Opera Pia Garelli” di Garessio, il Colonnello Piras ha voluto omaggiare uno dei Carabinieri più anziani d’Italia, che proprio oggi taglia il traguardo dei 108 anni.

Nato nel 1918 a Cerrina Monferrato (AL), arruolatosi diciannovenne nei Reali Carabinieri nel 1937, il Maresciallo Quaglia incarna un secolo di storia nazionale. La sua carriera è stata segnata dai drammatici eventi del conflitto: dopo lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, fu inviato in Albania, dove combatté per sei mesi al fianco degli alpini della divisione "Julia" fino all'invasione italiana della Grecia.

Il suo percorso di sacrificio è proseguito dopo l'armistizio dell’8 settembre 1943, quando il suo battaglione cadde in un'imboscata tedesca a Nova Gradisca, in Croazia. Deportato in Germania, Quaglia fu internato nel campo di concentramento Stalag III-C, a circa 80 chilometri da Berlino. Durante i 25 mesi di prigionia, fu costretto al lavoro forzato in una fabbrica di munizioni per mitragliatrici antiaeree, fino alla liberazione avvenuta con l'arrivo delle truppe alleate.

Congedatosi dall'Arma dopo circa 25 anni di onorato servizio, il Maresciallo non ha mai reciso il legame profondo con l’Istituzione, rimanendo una figura di riferimento per i colleghi delle sezioni dell’Associazione Nazionale Carabinieri in congedo. Durante l'incontro il Maresciallo si è mostrato lucido e vivace nei ricordi. Alla presenza del Colonnello Piras, Quaglia si è alzato in piedi in segno di rispetto verso i superiori, testimoniando una disciplina ed un attaccamento ai valori dell’Arma rimasti immutati nel tempo.

A conclusione della visita, il Comandante Provinciale ha consegnato al Maresciallo un dono simbolico inviato direttamente dal Comandante Generale, a suggello di un legame indissolubile tra l'Arma e i suoi membri più anziani, custodi della memoria e dei valori del Paese.

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