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29 Aprile 2026 - 18:45
Sulla difesa dell'Ospedale, Mondovì fa fronte comune: ma con parole misurate e tono di voce controllato. I toni di scontro, letti e sentiti nei giorni scorsi, sono stati accantonati. Nel nome di una... "pax democristiana" che miri a mettere tutti d'accordo.
Un obiettivo, diciamo, ecumenico: la condivisione di intenti tra le forze politiche. Per non lasciare che il tema diventi "di parte".
L'occasione è il Consiglio comunale del 29 aprile. Il sindaco prende la parola in apertura della seduta: «La situazione dell'Ospedale "Regina Montis Regalis" - ha detto Robaldo - merita tutta la nostra attenzione. E giungono voci anche di dimissioni da altri reparti. Qui nessuno si diverte a mettere ostacoli o sollevare problemi: ma c'è una situazione "traballante", da anni, che abbiamo segnalato già tante volte. Ora però vogliamo essere costruttivi. Assieme ai sindaci del Distretto redigeremo un documento con le nostre preoccupazioni e il 15 maggio lo consegneremo nelle mani dell'assessore regionale Riboldi».
Sono i capigruppo a prendere la decisione finale: il Consiglio comunale redigerà e discuterà un documento, da approvare all’unanimità, «nell’interesse di tutti - ha detto il presidente Elio Tomatis - e in atteggiamento costruttivo». Se ne parlerà a maggio.
Robaldo: «Esprimo gratitudine e apprezzamento per chi ci lavora, a qualsiasi titolo, nel nostro Ospedale: gli operatori sanitari offrono un servizio che forse è il più importante, del nostro Paese, per la cittadinanza. Un grande lavoro, ben visibile anche nell'umanità con cui operano».
Sulle dimissioni dei radiologi: «Tutte le persone, medici compresi, sono liberi di cambiare posto di lavoro. Ma quando questo avviene per professionisti che da decine di anni lavorano in un Ospedale, si scatena un po' di preoccupazione e allarme. Assieme al sindaco di Ceva, Mottinelli, e al sindaco Bosio presidente del Comitato dei sindaci del Distretto, abbiamo voluto approfondire le dinamiche. Abbiamo fatto domande, e abbiamo sentito voci secondo cui ci potrebbero essere situazioni analoghe in altri reparti.
Abbiamo letto le parole del direttore generale, Giuseppe Guerra, sulle misure che intende intraprendere. E da qui il Comitato dei sindaci ha deciso di convocare una riunione di Assemblea. Redigeremo un documento in cui spieghiamo le preoccupazioni che abbiamo e che stiamo ricevendo dalle nostre comunità. Noi non vogliamo "sostituirci" a qualcuno: ma vogliamo esprimere le nostre perplessità.
Ho partecipato all'Assemblea dei sindaci dei Comuni sede di presidio ospedaliero (a cui partecipa anche Ceva, pur non avendo diritto di voto, ndr), dove siamo chiamati a votare sulla Relazione di mandato 2025: il "raggiungimento degli obiettivi", di organizzazione servizi ospedalieri e territoriali. E ho deciso di astenermi per due motivazioni: perché non sono convinto che gli obiettivi siano stati davvero raggiunti, e perché in presenza di molteplici segnalazioni di "cose che non funzionano" e a queste dimissioni ho ritenuto fosse meglio l'astensione. Non ho votato contro: non scateno guerre. Ma ora mi sto guardando con molta attenzione i documenti.
Ringrazio i consiglieri comunali che sono intervenuti pubblicamente su questo tema, dei vari partiti e delle varie aree civiche, dimostrando una volontà costruttiva al di là delle appartenenze: non era scontato. E ringrazio l'assessore regionale Riboldi che verrà a Mondovì il 15 maggio e che non ha mai fatto mancare l'attenzione, come aveva promesso durante la sua ultima visita. Confidiamo di consegnargli in quella occasione il documento con le nostre preoccupazioni.
Qui nessuno "si diverte" a mettere ostacoli, parlar male della sanità, sollevare problemi. Ho certamente un'attenzione particolare per i temi sanitari, visto il mio percorso. Ma è da mesi, anzi da anni, che vedo una situazione... "traballante". In passato abbiamo provato a riferire i problemi che ci sono stati segnalati, ritenendoli campanelli di allarme. Ma non si può andare avanti sollecitando, ogni volta, la Regione. Riconosco che l'Asl sta mettendo in campo una serie di contromisure. Avremmo preferito un rapporto diverso con la direzione Asl: avere risposte prima che le questioni diventino, come in questo caso, allarmanti.
Ma non voglio sollevare scontri: raccogliamo l'appello del direttore Guerra a essere costruttivi».
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