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Com’è vivere con 100 pensieri insieme? Due ragazzi raccontano la propria esperienza alle prese con l'ADHD

Testimonianze in prima persona su ADHD e neurodiversità: due libri di giovani autori tra difficoltà a scuola, creatività e lotta allo stigma

Com’è vivere con 100 pensieri insieme? Due ragazzi raccontano la propria esperienza alle prese con l'ADHD

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Un cervello che funziona in modo un po’ diverso da quello degli altri: una situazione che moltissimi adolescenti vivono e che può causare disagio, sofferenza, incomprensione, non solo con i propri coetanei ma anche con gli insegnanti. Solo negli ultimi anni si sta imponendo all’attenzione generale in campo formativo, e non solo, il tema delle neurodivergenze: è fondamentale capire questi ragazzi per poterli aiutare, approcciare nel modo giusto evitando di trasformare il percorso scolastico in un incubo. Per questo è importante che non solo insegnanti e addetti ai lavori incrementino le proprie conoscenze sul tema: è necessario fare divulgazione ad ampio raggio. Il campo delle neurodivergenze comprende diversi tipi di diagnosi, dal disturbo da deficit dell’attenzione e iperattività ai disturbi specifici nell’apprendimento, fino alla plusdotazione o all’autismo.

Proprio con l’intento di portare la propria testimonianza e raccontare dall’interno cosa significa vivere questo tipo di condizione due ragazzi hanno deciso di mettersi in gioco e pubblicare i loro punti di vista in un libro. Lorenzo Bozzi, di 22 anni, e Jacopo Giana, di 16 studente a Mondovì, hanno pubblicato rispettivamente “Mi sono distratto un attimo” edito da Salani e  “Le nuove avventure di Pinocchio”, stampato per il progetto ADHD Piemonte – Famiglie associate ODV. Entrambi saranno alla Biblioteca “Alberione” di Chiusa di Pesio per presentare i loro lavori, sabato 28 marzo alle ore 16.30. L’incontro sarà moderato da Sara Castello pedagogista ed educatrice professionale ed è organizzato dall'Amministrazione comunale e dalla Biblioteca Alberione in collaborazione con le associazioni “Famiglie a Colori” e “ADHD Piemonte”. In chiusura, interverrà anche un altro artista ADHD, Giuseppe, in arte Youngred, con una canzone sul tema.

Il libro di Lorenzo, “Mi sono distratto un attimo” raccoglie una rielaborazione dei temi che lui stesso aveva scritto tra i banchi di scuola. Testi che raccontano “in presa diretta” le difficoltà di un bambino con deficit dell’attenzione, alle prese con difficoltà di relazione e tendenza continua a procrastinare. «Questo progetto è nato in modo casuale – ci racconta – avevo questa raccolta di temi che avevo scritto a scuola, è stata un’amica di mia madre a intuire che avrebbero potuto avere un interesse e ad aiutarmi a trasformarli in una pubblicazione. Da lì tramite un contatto con un agente letterario abbiamo proceduto ad ordinarli e sistemarli. Non raccontano una trama specifica, sono una serie di cose che ho scritto raccontando mie esperienze e concentrandomi su una serie di temi». «Il mondo della scuola io l’ho vissuto piuttosto male – spiega ancora Lorenzo – quando andavo a scuola questo tipo di condizione non era molto conosciuta e non c’era affatto attenzione. I miei comportamenti non venivano capiti, io sono cresciuto in un paese piccolo, gli insegnanti erano piuttosto impreparati e hanno avuto molta difficoltà. Io ho faticato molto e anche dopo, l’inserimento nel mondo del lavoro è stato drammatico per me. È ironico che adesso questi temi siano stati pubblicati da Salani, visto che ai tempi venivano letti per prendermi in giro davanti a tutti».

 Il testo di Jacopo, “Le nuove avventure di Pinocchio” è nato nel corso di un flusso creativo stimolato con il metodo Tomatis, che prevede l'utilizzo di musica filtrata e voce con cuffie apposite per stimolare l'attenzione, l'equilibrio e l'energia corticale, per rieducare l'ascolto e migliorare abilità linguistiche, emotive e motorie. Quando ha creato il libretto illustrato aveva 10 anni. Giana è caratterizzato da un’iperattività mentale, che condizionava la sua capacità di concentrazione. Oggi frequenta la terza liceo del “Vasco Beccaria Govone” a Mondovì, a indirizzo audiovisivo, ha sempre avuto una grande passione per l’arte e per l’espressione creativa in generale. «Ho sviluppato questo libro durante la pandemia da Covid 19 – spiega Jacopo – ero chiuso in casa e stavo facendo una seduta del metodo Tomatis, che prevede avere in cuffia musica particolare, ricordo che erano composizioni di Mozart e Canti Gregoriani, per stimolare la creatività. Ho scritto la storia e messo giù i disegni, è nato tutto così. Ai tempi Pinocchio era il mio personaggio preferito, probabilmente perché in qualche modo riproduce le caratteristiche tipiche di un bambino con ADHD: ovvero è estremamente curioso, si mette in gioco, non ha paura di rischiare e di sbagliare. Mi rivedevo in lui con la mia voglia di esplorare il mondo. Da piccolo non riuscivo a stare fermo, avevo un’iperattività mentale continua. È come essere un computer che ha 100 cartelle aperte nello stesso momento e non riesce a gestirle». «Il mio percorso scolastico – spiega ancora Jacopo – è stato piuttosto complesso: ho cambiato scuola per diverse volte, ho sempre avuto difficoltà relazionali e ho faticato a inserirmi nei contesti scolastici. Nel mio percorso sono stato seguito da esperti, oltre al metodo Tomatis che ho già citato ho frequentato Arte Terapia e Game Therapy. Quest’ultimo è un metodo particolare, che prevede sessioni di videogiochi con altri e poi una condivisione delle emozioni e di quanto accaduto, per lavorare in gruppo su questo. Mi rendo conto, tuttora, di avere difficoltà a relazionarmi con i miei coetanei. Avverto che “funzioniamo” in modo diverso, ad esempio a me manca completamente l’ironia. Spesso quindi abbiamo difficoltà a comunicare in modo efficace».

Il progetto del libro e degli incontri è finalizzato alla divulgazione ma anche alla presa di consapevolezza di una diversità su cui spesso cade uno stigma legato unicamente all’ignoranza. Eppure si tratta di una condizione che non ha solo aspetti negativi, ma che può dare anche esiti sorprendentemente creativi e artistici. «Questi ragazzi spesso hanno doti straordinarie di problem solving e creatività – spiega Claudia Morano, che insieme a Susanna, la madre di Lorenzo, hanno promosso questo appuntamento – ed alcuni hanno saputo fare della loro condizione un punto di forza: proprio in questi giorni a Fossano si è esibito Luca Vullo, che è un regista e attore che ha realizzato uno spettacolo proprio incentrato sul tema dell’ADHD intrattenendo le persone e sensibilizzandole al tema»

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