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Grandi pani benedetti dalle proprietà curative: domenica torna la Festa dei Micùn

Tradizione religiosa secolare, tra le colline di Langa. La Confraternita porta i pani in processione, prima di donarli ai fedeli

Grandi pani benedetti dalle proprietà curative: domenica torna la Festa dei Micùn

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Il 19 aprile, come ogni seconda domenica dopo Pasqua, ritorna a Belvedere la tradizionale Festa dei Micùn (grandi pani benedetti).

Una festa le cui origini risalgono ai primi anni del 1600, quando nel paese venne costituita la confraternita di San Sebastiano, composta dai cosiddetti battuti (flagellanti) bianchi, dal colore della tradizionale cappa che indossano. Alla confraternita di San Sebastiano vengono iscritti fin dalla nascita i fedeli maschi del paese, e infatti la ricorrenza viene indicata ancora oggi dagli anziani come “la festa dij Ömi” (degli uomini).

Ci piace pensare che nel passato la distribuzione di grandi pani bianchi a famiglie che non consumavano che un povero pane d’orzo costituisse un gesto di particolare benevolenza da parte dei confratelli, un dono particolarmente gradito (un po’ come oggi per noi ricevere un panettone o la colomba pasquale). Ma c’era di più: il fatto che questo pane fosse benedetto portava a considerarlo quasi una reliquia, e infatti gli venivano attribuite proprietà curative: una parte del ‘micùn’ veniva conservata per tutto l’anno e ne venivano somministrati pezzetti agli anziani, ai bambini, e anche agli animali, in caso di malattie che non si sapeva come curare.

Nel passato la festa dei pani benedetti era per la confraternita il momento più solenne dell’anno. Nel corso dell’anno i battuti bianchi assicuravano ogni domenica il canto dei vespri e accompagnavano con le loro cappe bianche i cortei funebri.

Oggi i belvederesi mantengono con fedeltà la festa tradizionale, la cui organizzazione è affidata ad un Priore, nominato di anno in anno, coadiuvato dal sottopriore, che si appresta a succedergli. Quest’anno all’uscente Sergio Tamagnone subentrerà Spirito Oderda. Il passaggio di testimone avviene durante la celebrazione pomeridiana della festa, attraverso una vera e propria cerimonia di investitura, durante la quale il priore uscente fa indossare al successore la cappa rituale.

Al pomeriggio, prima di essere benedetti, alcuni dei grandi pani vengono portati simbolicamente in processione nella parte alta del paese insieme alla statua lignea di San Sebastiano. Al termine della processione le grandi ceste con i micùn vengono introdotte all’interno della cappella, dove i pani vengono benedetti, e quindi i confratelli ne curano la distribuzione ai fedeli intervenuti.

Da diversi anni, al fine di sostenere le necessità della cappella, i pani vengono distribuiti a quanti ne facciano richiesta a fronte di un’offerta.

Ma i confratelli non dimenticano l’originaria motivazione caritativa che da sempre ha ispirato la compagnia. Perciò un certo numero di pani verrà donato a diverse realtà caritative del territorio, e una parte significativa delle offerte raccolte verrà devoluta alle iniziative di solidarietà indicate dalla diocesi nella Quaresima di fraternità.

Una necessaria notazione: in passato i micùn venivano impastati e cotti dai confratelli in un forno del paese, ma oggi non è più possibile attenersi a questa tradizione: i pani vengono ora confezionati da un forno professionale, che rispetta tutte le garanzie sanitarie e alimentari richieste.

Questi pani continuano a rappresentare per la Confraternita un forte segno di condivisione verso la comunità e con gli amici intervenuti. Sono al contempo un forte simbolo di pace, quella pace così desiderata, che sarà particolare motivo di preghiera nella liturgia della festa.

Alla festa, e in particolare alla processione, vengono invitati a prendere parte anche membri di altre confraternite del territorio cuneese.

La festa si svolge al pomeriggio. Alle 15.30 nella cappella verrà celebrata la Messa in onore di San Sebastiano, presieduta da don Marco Sciolla. Terrà l’omelia il diacono Nicolò Bellino. Seguirà la processione con la statua del Santo. Quindi nella cappella la benedizione e distribuzione dei pani.

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