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22 Giugno 2020 - 10:44
Il capo della Polizia Franco Gabrielli a Ceva: al posto della Stradale un ufficio della Questura. Il sindaco: «Così si mantiene un servizio»
Questa mattina, lunedì 22 giugno, il capo della Polizia Franco Gabrielli ha raggiunto Ceva per annunciare che presso l'ex-Caserma della Polstrada sorgerà un ufficio distaccato della Questura. «Non è una "privazione" , togliere un presidio - ha detto Gabrielli -, non è solo una questione territoriale. A volte queste scelte vengono interpretate come capriccio, ma la politica ha il ruolo di segnare gli indirizzi. Consentitemi alcune precisazioni: non abbiamo depotenziato il presidio stradale. Ho letto questa tesi, ma è falso. La Polizia di Stato, a fronte di 108 mila unità di cui dispone, deve rimodularsi. Siamo deficitari rispetto al passato. Rispetto al 1989, abbiamo 20 mila unità in meno. Questo piano di riorganizzazione ci permette di essere più efficienti, stare davvero vicino ai cittadini ». E aggiunge: «Questo non è "un ripiego, non è "fuffa". La Polizia di Stato, sul tema sicurezza stradale, ha competenza esclusiva sull'Autostrada ed è competente sulle altre strade in sinergia con le altre Forze dell'ordine. Se sul territorio c'è una struttura che non può assolvere questo compito, non per incapacità ma perché non in condizione di eseguire il loro compito, è quasi un danno erariale. Nel 2019 la Stradale di Ceva è intervenuta in 9 incidenti stradali». Il senso è: per mantenerla sotto-utilizzata, meglio chiuderla. Anzi, trasformarla in altro: «Ora la sezione di Cuneo passerà da 32 a 46 unità. Sarà potenziata. Questa un'occasione più unica che rara. Andiamo a intercettare quel bisogno di servizio, non di presenza. Noi abbiamo fortemente voluto che i presidi di Polizia coniugassero la presenza alla produttività».
Vincenzo Bezzone, sindaco di Ceva: «Alcuni mesi fa siamo stati informati della soppressione della Polizia Stradale di Ceva. Dopo il picchetto di protesta, si è deciso di scongiurare la chiusura con una nuova veste: un presidio avanzato amministrativo e di pubblica sicurezza alla dipendenza della Questura. Il traguardo di oggi è il risultato di un lavoro di squadra, che prescinde da ogni colore politico. A breve gli abitanti potranno richiedere il rilascio di documenti importanti come il passaporto senza dover andare a Cuneo». Presenti al tavolo anche la ministra per la Pubblica Amministrazione Fabiana Dadone e, a rappresentanza del presidente Cirio, il vice presidente della Regione Piemonte Fabio Carosso con il questore di Cuneo Emanuele Ricifari.
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