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16 Febbraio 2017 - 16:46
Su una rubrica musicale parlare del Festival di Sanremo in questi giorni è cavalcare l’hype smaccatamente, in qualsiasi termine lo si faccia: indifferenza, sarcasmo e disprezzo i più gettonati, non immotivatamente. Ora che ho messo le mani avanti, parliamone: non della sterile polemica di un Gigi d’Alessio che fa quasi tenerezza, non della Mannoia che ripropone sul palco sanremese lo stesso pezzo da 50 anni a questa parte (e raccoglie applausi a scena aperta), non della spiazzante banalità (e quando ci si ferma a questa c’è da tirare un sospiro di sollievo) di quasi tutti i testi in gara. Parliamo del vincitore, quel Francesco Gabbani che si è imposto sovvertendo i favori dei pronostici con un brano scanzonato, vagamente sociale e provocatorio, estremamente ammiccante e ruffiano. Un brano che si lascia ascoltare, e che immagino le radio passeranno con discreta frequenza. Un brano originale, ma fino a un certo punto: già, perché anche a un ascolto superficiale risultano subito evidenti numerose analogie con un’altra canzone, Protobodhisattva de I Cani (da Aurora, 2016), tanto da rendere difficile pensare che il bravo Gabbani non si sia quantomeno ispirato a questa.
Il “concept” delle due canzoni è a grandi linee lo stesso: l’incontro-scontro tra stile di vita occidentale, individualista, frenetico e tendenzialmente superficiale, e cultura orientale, lenta, spirituale e contemplativa. Decisamente diverso l’atteggiamento dei due artisti: freddo e disincantato Contessa, che descrive senza esprimere giudizi; irriverente e lievemente polemico Gabbani, che concentra l’attenzione sull’ipocrisia di un mondo occidentale incapace di appropriarsi di una cultura troppo distante come quella orientale. La riflessione musicata di Protobodhisattva esprime l’insanabile contrasto tra la società moderna, in cui è evidente un’ossessione per il “sé”, per l’identità, e la filosofia buddhista, che predica al contrario il superamento dell’identità personale (il bodhisattva è chi percorre la via per diventare un buddha, cercando il distacco dalla vita materiale). Il pezzo che ha vinto Sanremo parla con un linguaggio diverso, più descrittivo, più da ‘social network’; è orecchiabile, ammiccante, percorso da un’ironia tutto sommato apprezzabile. Le citazioni, di cui Gabbani a dire il vero abusa, sono altri interessanti punti d’incontro con le immagini evocate da Contessa: il dubbio amletico, che in Occidentali’s Karma si concreta in essere o dover essere, era traslato in Protobodhisattva su un piano più crudo, visivo (carnivoro o vegano, fumo o coca, culo o fica). La scimmia nuda (citazione, questa, dello zoologo Desmond Morris) cantata sul palco dell’Ariston era vestita, per il frontman de i Cani (“siamo un animale strano, la scimmia vestita”), sempre nell’ottica del disincanto e dell’oggettivismo che il testo cerca di esprimere.
Due punti di vista diversi sullo stesso argomento, due canzoni per diversi motivi interessanti, e anche uno spunto di riflessione: la difficile, se non impossibile, compenetrazione di due culture diametralmente opposte, quella dei selfie e quella del nirvana.
Il video e i testi:
PROTOBODHISATTVA - iCani (album: Aurora, 2016)
PROTOBODHISATTVA - iCani (Aurora, 2016)
Veniamo da lontano | idrogeno e metano | e fulmini e saette e tempeste elettriche
veniamo da pozzanghere di brodo primordiale | di acqua e di ammoniaca e nucleotidi e dna | veniamo dagli scarti di qualche supernova
figli delle stelle ma lo sapevamo già | abbandonati in fasce su un giovane pianeta | inferno di vulcani ed eruzioni tossiche
siamo un animale strano | la scimmia vestita | carnivoro o vegano | o il fumo o la coca
siamo un animale strano | che piega le dita | protobodhisattva | vuoi il culo o la fica
Veniamo dalla polvere di nubi interstellari | e ci ritorneremo per il prossimo big bang | uniti nell'abbracio di un punto nello spazio | cullati dal calore della singolarità
siamo un animale strano | la scimmia vestita | carnivoro o vegano | o il fumo o la coca
siamo un animale strano | che piega le dita | protobodhisattva | vuoi il culo o la fica
sono un animale strano | carnivoro o vegano | sono un animale strano | carnivoro o vegano | protobodhisattva
OCCIDENTALI'S KARMA - Francesco Gabbani (singolo: Occidentali's Karma singolo, 2017)
OCCIDENTALI'S KARMA - Francesco Gabbani (Occidentali's Karma singolo, 2017)
Essere o dover essere | il dubbio amletico contemporaneo | come l’uomo del neolitico | nella tua gabbia 2×3 mettiti comodo
intellettuali nei caffè, internettologi | soci onorari del gruppo dei selfisti anonimi
L’intelligenza è démodé | risposte facili, dilemmi inutili | AAA cercasi (cerca si)
storie dal gran finale | sperasi (spera si) | comunque vada panta rei | and singing in the rain
Lezioni di Nirvana | c’è il Buddha in fila indiana | per tutti un’ora d’aria, di gloria
la folla grida un mantra | l’evoluzione inciampa | la scimmia nuda balla | occidentali’s karma | occidentali’s karma | la scimmia nuda balla |occidentali’s karma
Piovono gocce di Chanel | su corpi asettici | mettiti in salvo | dall’odore dei tuoi simili
tutti tuttologi col web | coca dei popoli | oppio dei poveri | AAA cercasi (cerca si)
umanità virtuale | sex appeal (sex appeal) | comunque vada panta rei |and singing in the rain
Lezioni di Nirvana | c’è il Buddha in fila indiana | per tutti un’ora d’aria, di gloria
la folla grida un mantra | l’evoluzione inciampa | la scimmia nuda balla | occidentali’s karma | occidentali’s karma | la scimmia nuda balla | occidentali’s karma
Quando la vita si distrae | cadono gli uomini | occidentali’s karma | occidentali’s karma
la scimmia si rialza | namastè alè
Lezioni di Nirvana | c’è il Buddha in fila indiana | per tutti un’ora d’aria, di gloria | la folla grida un mantra | l’evoluzione inciampa | la scimmia nuda balla occidentali’s karma
occidentali’s karma | la scimmia nuda balla | occidentali’s karma
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