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Il cattivo di Pinocchio è tornato: l’Omino di Burro rivive nella popolare serie NOS4A2

Nos4a2 di Joe Hill, recente serie tv di successo su Netflix, sembra partire da Bram Stoker, ma invece sviluppa Pinocchio. Vediamo perché.

Quando King incontra Collodi

La locandina di NOS4A2

NOS4A2 è il titolo di una recente serie tv (e prima romanzo) di successo, inizialmente criptico finché non si coglie che è la targa in stile americano di Nos-fer-a-tu. Si tratta infatti di un'opera di Joe Hill, pseudonimo di Joe King, figlio del celeberrimo Stephen King, il padre dell'horror postmoderno. Hill – che ha cambiato nome proprio per non vivere solo nell'ombra del padre – si è confermato un autore horror di successo, in particolare nel fumetto, dove ha esordito nel 2010 col cupo supereroe “The Cape” e poi con l'horror sovrannaturale “Lock and key”, trasposto anche, nel 2020, in una serie Netflix di successo. NOS4A2 è invece un romanzo del 2013, adattato nel 2019 e giunto ora su Netflix come serie con Zachary Quinto nei riusciti panni di un villain davvero inquietante. Nell'opera troviamo i tratti di Joe Hill: da un lato, inevitabile, i modi dell'horror del padre, ovvero orrori sovrannaturali antichi che però emergono in credibilissimi USA contemporanei. Forse anche per dissimulare questi stilemi cui viene inevitabile pensare, Hill cita spesso maestri dell'horror: Lovecraft in Lock and Key (la città inventata si chiama proprio così, e il primo volume è “Welcome to Lovecraft” per rendere più evidente ancora il rimando); qui ovviamente si cita il celebre film di Murnau, “Nosferatu” (1922), fortemente ispirato al Dracula (1897) di Bram Stoker, con tanto di causa vinta da parte di Florence Stoker e sopravvivenza miracolosa di una copia (il Dracula ungherese del 1921, primo adattamento, è invece perduto).

Tuttavia, le vicende sono fortemente rimaneggiate: il “Nosferatu” di quest'opera, Charlie Manx, è un individuo dotato di poteri esp eccezionali in un mondo (identico al nostro) dove segretamente esistono diversi individui con differenti capacità, buoni e malvagi. E qui vediamo il tratto di originalità che rende il villain interessante: egli infatti, vediamo fin dalle prime puntate, ha una immortalità che gli deriva dall'assorbire l'energia vitale dei bambini, che conduce in un luogo all'apparenza ideale da lui chiamato Christmasland, dove è sempre Natale (aggiungendo anche un sottile elemento di sua “blasfemia” nell'usare qualcosa di santo per i suoi fini mostruosi). Egli ha poi sempre un sottoposto umano, scelto tra individui forti, stupidi e soggiogabili, che usa a suo piacimento (e questo è analogo al Reinfield di Dracula) e sostituisce quando necessario. Però la sua modalità di azione è particolarmente spregevole, ovviamente, per il suo manipolare bambini con una carenza affettiva ponendosi come alternativa falsamente benevola alla loro famiglia disfunzionale: intelligentemente Joe Hill non mette un “carico da novanta” e la manipolazione è effettivamente solo da “figura paterna”. Charlie Manx (probabile allusione al criminale esoterico Charlie Manson, che manipolava giovani hippie nella sua setta “The Family”), quindi, ricorda forse più un villain creato da Collodi in Pinocchio per un ruolo assolutamente marginale: l'Omino di Burro, che seduce i ragazzi con il Paese dei Balocchi dove, dopo un breve divertimento in un parco giochi inquietante (forse uno dei primi della letteratura, e comunque il primo di grande successo) essi si trasformano in asini (come in NOS4A2 i bambini si tramutano in larve demoniache di quello che erano) che egli può rivendere. Collodi ha una capacità di scrivere pagine dal sapore davvero orrorifico quando vuole, che Joe Hill ha ammesso di aver derivato, ovviamente, dal "Pinocchio" di Walt Disney (dove il diabolico Omino di Burro è presente e operativo). Più che a Manx, nel suo aspetto egli può rimandare al suo obeso e stolido – ma pericolosissimo – braccio destro.

In ogni caso, è curioso notare il grande influsso di un'opera di successo, che giunge ad avere ramificazioni di influenza anche molto lontano dall'originale.

NOS4A2 quindi è una serie particolarmente riuscita, anche se al contempo un occhio smaliziato vede l'uso molto costruito dei tropi (al di là della declinazione ovviamente diversa, il meccanismo è totalmente analogo a quello di Vecna in "Stranger Things", appena concluso). Però Joe Hill è obiettivamente magistrale nel manipolarli, e quindi l'opera è di probabile soddisfazione per gli appassionati di un orrore “kinghiano”.

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