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Il brindisi di Alberto Sordi e la bandiera della maestra Cristina.

Dal Festival di Sanremo una testimonianza diretta nell'anno dell'anniversario del referendum del 1946. "Monarchia o Repubblica?" visti dal cinema.

Il brindisi di Alberto Sordi e la bandiera della maestra Cristina.

Durante la prima serata del Festival di Sanremo tra gli ospiti vi era una persona "comune", non una star dello spettacolo o uno sportivo professionista, una signora semplice ma con una piccola bella storia da raccontare. La signora Gianna Pratesi, oltre a vantare l'onorevole età di 105 anni, è infatti una delle non più molte testimoni, delle prime votazioni a suffragio universale aperte alle donne, che in quel 2 giugno 1946 sono state chiamate alle urne per scegliere tra Monarchia o Repubblica. "Ho votato per la repubblica!" ha risposto con orgoglio la signora Lina, il cui intervento è terminato con un riferimento citato dai conduttori Carlo Conti e Laura Pausini, al film di Paola Cortellesi "C' è ancora domani" incentrato su quelle fondamentali elezioni per il nostro paese. Un avvenimento troppo importante per essere ignorato dal cinema il cui vertice è rappresentato proprio dal film di Paola Cortellesi, mentre in passato altre pellicole si sono trovate a parlare nello specifico del referendum in questione, e della fondamentale scelta dei cittadini. 

Come hanno votato gli italiani?
È storia che si studia sui libri di scuola: 54,2% Repubblica, 45,7% Monarchia, per la gioia dei giovani Alberto Sordi e Lea Massari in "Una vita difficile" di Dino Risi. Lui ex partigiano apprende della vittoria della Repubblica quando è ospite ad una cena di monarchici e conservatori, e al momento dell'annuncio alla radio non riesce a trattenere la sua soddisfazione, brindando tra lo sdegno degli altri commensali: rappresentando emblematicamente un'Italia giovane e di slancio che volta pagina. Non tutti erano per la Repubblica, è nel mondo di piccolo di Giovanni Guareschi troviamo gli umori degli elettori sconfitti, attraverso il giudizio della severa maestra del paese: la signora Cristina. In "Don Camillo" le ultime volontà dell'anziana maestra diventano un caso in sede di Consiglio comunale a Brescello: ella vuole infatti esprime la pretesa di venire accompagnata all'estrema dimora con la bandiera con lo scudo sabaudo avvolta al feretro. Perché secondo il suo pensiero "il Re non si manda mai via", come afferma in punto di morte al sindaco Peppone, che accusato direttamente di aver mandato via il Re e i suoi bambini, si difende giustamente dicendo che sono state le elezioni, rispettando però alla fine, nonostante il parere contrario della giunta, la volontà dell'estinta. Per parlare invece di una ricostruzione storica documentaristica ci affidiamo alla miniserie televisiva "Nascita della Repubblica" del 1971 con le firme illustri di Sandro Bolchi, Vittorio De Sica ed Ermanno Olmi. La serie è strutturata su tre momenti: la vigilia, i giorni delle delle elezioni e la nascita della Repubblica e della Costituzione. Il passaggio dalla monarchia alla Repubblica attraverso i fatti e le opinioni del tempo di chi è stato testimone, e di chi fu protagonista, di questa delicata fase di transizione.
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